HomeUsaUsa: il falso scoop anti-Kamala e la rabbia dei trumpiani

Usa: il falso scoop anti-Kamala e la rabbia dei trumpiani

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 30/04/2021

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Una bufala ‘anti Kamala Harris’ del New York Post, tabloid di Ruperth Murdoch, viene ripresa e rilanciata da media di destra e da politici ‘trumpiani’ e diventa virale, nonostante le smentite: la vicenda dà la misura di come la polarizzazione della società americana resti elevatissima, sei mesi dopo la sconfitta elettorale di Donald Trump e cento giorni dopo l’insediamento di Joe Biden.

L’attacco alla Harris, la prima donna vice-presidente, afro-americana per parte di padre e indiana per parte di madre, raggiunge l’acme in vista del discorso di mercoledì di Biden al Congresso in plenaria: dietro al podio dell’oratore, lo scranno della presidenza è, per la prima volta in assoluto, occupato da due donne: la Harris, che presiede il Senato; e Nancy Pelosi, la speaker della Camera, che, 15 mesi or sono, stizzita, stracciò platealmente, davanti alle telecamere, il discorso di Trump sullo stato dell’Unione.

Il 23 aprile il New York Post, in un articolo firmato Laura Italiano, scriveva che i minori migrati negli Usa ricevevano in dono una copia di un libro ddi Kamala per i bambini, “I super eroi sono ovunque”, in un kit di benvenuto in una struttura di accoglienza a Long Beach, in California. S’è parlato di migliaia di copie del libro acquistate per darle ai minori, ma s’è poi chiarito che la storia nasceva da un’unica copia del libro vista nella stanza di un minore, che l’aveva ricevuta in un kit omaggio confezionato con libri, alimenti e indumenti regalati dalla gente.

La Italiano, giornalista esperta, cronista giudiziaria, stimata e apprezzata in redazione, s’è dimessa, denunciando di essere stata costretta a scrivere una falsa storia sui migranti e sulla vice-presidente: “Ho sbagliato a non opporre adeguata resistenza … Mi dispiace andarmene … Ma questo per me è il punto di rottura …”.

Da quando Murdoch ha messo Keith Poole a dirigere il NYP, malumori serpeggiano in redazione e almeno otto giornalisti se ne sono andati – pure la corrispondente dalla Casa Bianca Ebony Bowden -. Poole arriva dal Sun di Londra, un altro tabloid dell’impero Murdoch.

Il New York Post, in passato, aveva appoggiato il presidente Trump – Murdoch aveva spesso accesso al presidente -, salvo però criticarlo specie dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio, condotto da facinorosi suoi sostenitori. Tom Cotton, senatore dell’Arkansas, ultrà trumpiano, aspirante alla nomination repubblicana 2024, s’interroga su Twitter: “I democratici spendono i soldi dei contribuenti per comprare il libro della Harris e darlo agli immigrati illegali?”; poi fa sparire il messaggio.

Prima che la storia fosse chiarita, la notizia era stata ripresa dalla Fox, pure proprietà di Murdoch: Tucker Carlson, uno dei giornalisti più ascoltati da Trump, e altri commentatori hanno citato l’articolo del NYP nei loro shows; e il corrispondente della Fox dalla Casa Bianca Peter Doocy ha chiesto alla portavoce di Biden Jen Psaki se Kamala ci avesse guadagnato qualcosa, manipolando poi la risposta.

Anche la Fox ha poi fatto mezza marcia indietro. Come su un’altra falsa notizia, sui piani di Biden contro il cambiamento climatico: “Dite addio ai vostri hamburgers”. Citato dal New York Times, Juan Williams, giornalista conservatore, ma moderato, riconosce che le storie su Harris e Biden erano “false”, ma spiega che “i social di destra ne vanno matti, perché permettono di prendersela con i democratici”.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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