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Usa: Minneapolis, Wright dopo Floyd, disagio e protesta infuriano

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 14/04/2021

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Minneapolis torna ad essere l’epicentro del disagio e della protesta dei neri negli Stati Uniti: l’uccisione di un ragazzo di 20 anni, Demetrios ‘Daunte’ Wright, ad opera d’una poliziotta bianca che avrebbe confuso la pistola con il taser, scatena una fiammata di violenza e fa salire la tensione in città e nell’Unione, mentre s’avvia alla conclusione il processo al poliziotto che, il 26 maggio 2020, provocò la morte di George Floyd. Le proteste vanno da New York a San Francisco.

Negli Usa, le armi non smettono di fare fuoco: lunedì sera, una sparatoria in un liceo di Knoxville, Tennessee, ha lasciato morto a terra uno studente che aveva sparato contro la polizia. Un agente è rimasto ferito.

A Minneapolis, per due notti, ci sono state scene di guerriglia urbana: la rabbia degli afro-americani contro la polizia è riesplosa. Wright era in auto con la fidanzata: era stato fermato per un controllo e gli agenti avrebbero scoperto che sul suo conto pendeva un mandato di cattura.

In un video diffuso dalle forze dell’ordine, si vede un’agente che, per evitare la fuga del ventenne, che prova a rimettersi al volante, gli spara a bruciapelo dentro l’abitacolo. La poliziotta, Kim Potter, è stata prima posta in congedo amministrativo e si è poi dimessa: 48 anni, era da 26 anni in servizio presso il dipartimento di polizia di Brooklyn Center, il sobborgo di Minneapolis teatro del dramma. Anche il capo della polizia locale s’è dimesso.

Nella città già ferita dall’uccisione di Floyd, la tensione è così risalita di colpo: le proteste, l’assedio al comando di polizia, i lacrimogeni, decine di arresti, il coprifuoco. Il presidente Joe Biden lancia un appello alla calma e assicura che nessuno sarà al di sopra della legge. La mamma di Daunte, Katie, chiede giustizia, ma invita a manifestare pacificamente: la donna era al telefono con il figlio e ne ha praticamente vissuto in diretta l’uccisione.

C’è il rischio di una vera e propria sommossa, la cui miccia potrebbe essere innescata dalla sentenza del processo contro l’ex agente Derek Chauvin. Il dibattimento s’avvia alle battute finali: la sfilata dei testimoni ha finora inchiodato l’imputato alle proprie responsabilità. Fra le lacrime, ha deposto, lunedì, il fratello di Floyd, Philonise, 39 anni.

I difensori di Chauvin volevano che i componenti della giuria fossero tenuti all’oscuro delle proteste per evitare che ne fossero influenzati. Ma il giudice ha respinto la loro richiesta: il dibattimento dovrebbe esaurirsi in settimana, lunedì prossimo dovrebbero iniziare le arringhe.

Il mandato contro Wright era stato spiccato a inizio mese perché il giovane non s’era presentato nell’aula di tribunale dove doveva rispondere di un paio di reati minori, tra cui il porto d’una pistola senza autorizzazione. Mentre i poliziotti tentavano di ammanettarlo per portarlo via, Daunte – si vede nel video – è rientrato in auto con uno scatto e ha cercato di sottrarsi all’arresto. A quel punto, dopo attimi molto concitati, l’agente che gli puntava la pistola contro ha esploso un solo colpo centrandolo in pieno.

Il ventenne è comunque riuscito a ripartire, ma la fuga è terminata dopo pochi isolati, con la corsa del veicolo finita contro un altro mezzo. Quando i soccorsi sono arrivati, Wright era ormai morto. La ragazza che era con lui è rimasta ferita nello scontro.

Drammatica la testimonianza della madre di Daunte che, in lacrime, ha raccontato che il figlio l’aveva chiamata appena fermato dagli agenti per chiedere informazioni sull’assicurazione dell’auto, che gli era stata regalata appena due settimane fa.

Non appena diffusasi la notizia dell’uccisione del giovane, centinaia di persone sono scese in strada a Brooklyn Center per protestare: tafferugli, scontri, lancio di pietre e bottiglie contro la polizia che a sua volta ha usato proiettili di gomma e lacrimogeni. Un centro commerciale è stato preso d’assalto, almeno 20 esercizi sono stati vandalizzati.

I momenti peggiori si sono avuti quando i manifestanti hanno circondato la sede del Dipartimento di Polizia di Brooklyn Center, con gli agenti in tenuta antisommossa che hanno faticato a difendere il presidio e a sgomberare l’area. Il sindaco ha proclamato il coprifuoco fino alle 6 del mattino, tutte le scuole dell’area sono rimaste chiuse per precauzione.

La partita dell’Nba in programma lunedì sera a Minneapolis è stata rinviata, in segno di lutto.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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