HomeUsaUsa: 2024, Biden dopo Biden, ma prima c'è lavoro da fare

Usa: 2024, Biden dopo Biden, ma prima c’è lavoro da fare

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 26/03/2021

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Più vaccini – 200 milioni di dosi nei primi cento giorni della sua presidenza – che migranti e armi, argomenti scomodi, nella prima conferenza stampa di Joe Biden dal suo ingresso alla Casa Bianca. Ma c’è anche stato uno sguardo alla politica estera, Cina, Corea e Afghanistan.

Biden ha destato qualche sorpresa, affermando che intende ricandidarsi nel 2024, forse nel tentativo di soffocare le voci su una presidenza da un solo mandato, e che lo farà ancora con Kamala Harris, che ringrazia per il grande lavoro fatto e cui ha appena scaricato la ‘patata bollente’ dei migranti alla frontiera con il Messico.

“La stragrande maggioranza del migranti che attraversano il confine è rimandata indietro”, assicura Biden: “Il balzo di migranti c’è ogni anno di questi tempi… Stiamo cercando di ricostruire il sistema dell’immigrazione” smantellato dal suo predecessore. Con Donald Trump, la polemica è soprattutto forte sui minori non accompagnati: “Non volteremo le spalle ai minori non accompagnati al confine e non li lasceremo patire la fame … Nessun’altra Amministrazione lo farebbe, eccetto Trump”.

La conferenza stampa ha preceduto di poche ore l’intervento di Biden al Vertice europeo, dove cercava sponde europee alle sue mosse su Russia e Cina. Della Cina, ha detto: “Conosco Xi Jinping da tempo, è una persona intelligente. Abbiamo parlato per due ore: gli ho chiarito che non vogliamo un scontro ma una competizione; e una concorrenza leale”.

C’è stato pure un messaggio al dittatore nord-coreano Kim Jong-un, che reclama attenzione a colpi di test missilistici: Washington risponderà a Pyongyang in caso di escalation. E Biden ha ammesso che sarà difficile ritirare tutte le truppe Usa dall’Afghanistan entro il 1° maggio, in assenza d’accordi tra il governo di Kabul e i talebani.

“Segnali di speranza arrivano dall’economia”, ha infine constatato Biden: le stime di crescita 2020 sono state riviste al rialzo, con una crescita superiore al 6%. “Ci sono però troppi americani ancora senza lavoro”, ammette il presidente, secondo cui “molto resta da fare”.

Una mano gliela dà la moglie: Jill lancia una crociata per la parità dei salari fra uomini e donne, “Ora basta – dice-: è giunta l’ora di pagare le donne in modo equo”. Una battaglia personale e nome di tutte le lavoratrici perché – ha spiegato dalla Casa Bianca con accanto il marito e la star del calcio femminile Usa Megan Rapinoe – la parità di compensi “non è solo questione di soldi. E’ questione di rispetto e discriminazione”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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