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Usa-Russia: Biden, Putin è un assassino; Mosca richiama ambasciatore

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 18/03/2021

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Joe Biden pensa che Vladimir Putin sia “un assassino”: intervistato dalla Abc, il presidente Usa lo dice dopo che l’intelligence statunitense ha accusato il Cremlino di interferenze pro Donald Trump nelle elezioni presidenziali Usa 2020. “Lei conosce Putin. Pensa che sia un killer?”, gli ha chiesto George Stephanopoulos. “Lo penso”, risponde Biden.

La dichiarazione di Biden, durissima e senza precedenti, testimonia un livello di tensione molto alto tra Washington e Mosca. Il riflesso immediato è stato il richiamo a Mosca dell’ambasciatore russo negli Stati Uniti, per consultazioni: un passo diplomatico forte, anche se facilmente reversibile.

Secondo il rapporto diffuso dalla direzione della National Intelligence, che coordina tutte le agenzie degli 007 Usa, Putin autorizzò massicce operazioni per influenzare il voto e favorire il successo di Trump.

Pure l’Iran provò a condizionare le elezioni, in senso opposto: Teheran portò avanti una campagna per minare la rielezione di Trump, senza però promuovere il suo rivale. La Cina progettò di farlo, ma poi vi rinunciò. Nessuna potenza straniera, tuttavia, riuscì a penetrare nei sistemi di voto Usa, diversamente da quanto accadde nel 2016.

Il rapporto fa riferimento all’accesso del Cremlino a persone prossime al presidente Trump. I media fanno il nome di Rudy Giuliani, l’avvocato personale del magnate che ebbe un ruolo di primo piano nelle accuse a Biden per i rapporti con l’Ucraina.

Le conclusioni dell’Intelligence potrebbero preludere all’annuncio, da parte Usa, di nuove sanzioni ai Paesi responsabili la settimana prossima.

Il Cremlino respinge al mittente le accuse: “Riteniamo il rapporto sbagliato”, dice Dmitry Peskov, portavoce di Putin. “È assolutamente infondato”, “non contiene prove” e “danneggia relazioni già malate”. Il ministero degli Esteri russo manifesta l’intento di “prevenire il degrado irreversibile” delle relazioni russo-americane”, che “Washington ha sostanzialmente spinto in un vicolo cieco negli ultimi anni”, senza forse capire “i rischi che questo comporta”.

Secondo l’intelligence Usa, Putin autorizzò le operazioni per denigrare Biden e aiutare Trump, minando la fiducia nel processo elettorale dell’Unione ed esacerbando le divisioni socio-politiche. Nell’intervista all’Abc, Biden ha ricordato di avere avvertito Putin, nella loro telefonata a fine gennaio, su una possibile ritorsione per le interferenze nel voto.

Biden non ha però precisato quale prezzo intende fare pagare a Mosca. E ha aggiunto che ritiene possibile “camminare e masticare una gomma”, ossia sanzionare la Russia per le interferenze e lavorarci insieme su questioni d’interesse degli Stati Uniti, come gli accordi sugli armamenti.

Il rapporto dell’Intelligence sconfessa su tutta la linea l’ex presidente Trump, che ha sempre negato aiuti russi alla sua candidatura, ha accusato la Cina di appoggiare Biden e ha sostenuto che il rischio più grande erano le frodi alimentate dai ‘nemici dell’America’. “L’ultima persona che la Russia vuole vedere in carica è Donald Trump”, disse il magnate lo scorso agosto.

Invece, l’Intelligence ora certifica che il Cremlino tifava e lavorava per lui, in cambio dei silenzi sulle violazioni dei diritti umani, delle sanzioni di facciata, del ritiro americano da scacchieri caldi del mondo. Il rapporto smentisce anche le accuse di corruzione contro i Biden padre e figlio, inserendole nella campagna russa per gettare fango sul candidato democratico.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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