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Olanda: il voto un referendum sulla gestione della pandemia

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 17/03/2021

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Chiudono oggi, in Olanda, i seggi aperti da lunedì per le politiche al tempo della pandemia che potrebbero confermare alla guida del governo il premier uscente Mark Rutte, dimessosi a metà gennaio per uno scandalo legato al bonus figli. Nelle ultime ore, però, i sondaggi lo danno in calo.

Liberale, 54 anni, Rutte, premier dal 2010 senza soluzione di continuità, è uno dei leader europei più longevi: nell’Unione, è la figura di riferimento dei cosiddetti ‘Paesi frugali’, poco inclini a fare debito e poco tolleranti per il debito altrui; ed è quindi percepito come un ‘nemico dell’Italia’.

Le elezioni, che si svolgono alla scadenza regolare della legislatura quadriennale, ma cui il governo arriva dimissionario per una vicenda relativa agli anni 2013/’19, sono una sorta di pronunciamento della popolazione sulla gestione della pandemia da parte di Rutte e dei suoi ministri. Fino a ieri, l’accesso ai seggi è riservato alle persone a rischio, soprattutto gli anziani, mentre oggi potrà votare tutto il resto della popolazione: attesi alle urne oltre 810 mila giovani al primo voto.

Nonostante diffuse insofferenze anti-lockdown, il governo ha di recente prorogato la maggior parte delle restrizioni imposte per contenere la diffusione dei contagi; ed è stato fra i primi a sospendere precauzionalmente la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Il coprifuoco è in atto dalle 21.00 alle 04.30 e resterà in vigore almeno fino al 31 marzo.

La proroga del coprifuoco ha suscitato reazioni e proteste: domenica, la polizia ha usato i cannoni ad acqua per disperdere manifestanti che ad Amsterdam contestavano le misure anti-coronavirus. Ma, malgrado scandali e tensioni, i sondaggi danno i liberali del Vvd di Rutte in testa alle intenzioni di voto con il 25%. La destra populista e xenofoba, sovranista e islamofoba del Partito nazionalista di Geert Wilders è al 13%: la pandemia lo vede su posizioni tendenzialmente negazioniste.

Nel Parlamento olandese, tradizionalmente molto frammentato, dovrebbero pure entrare i cristiano-sociali del Cda, i socialdemocratici del D66, i verdi, i socialisti e i laburisti, in tutto forse 15 sigle. Anche la destra è frammentata, con diversi movimenti che hanno programmi anti-costituzionali.

Grande quanto Lazio, Abruzzo e Campania, 17 milioni e mezzo di abitanti, l’Olanda è uno dei Paesi più prosperi dell’Ue: il porto di Rotterdam è il principale hub commerciale europeo. Il governo che uscirà dal voto sarà sicuramente di coalizione.

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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