Home Usa Usa: Cuomo/Cruz, opposti in politica, gemelli nella figuraccia

Usa: Cuomo/Cruz, opposti in politica, gemelli nella figuraccia

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 20/02/2020

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Uno, Cuomo, il governatore, è stato un’icona democratica nei primi mesi della pandemia, quando sfidava Donald Trump da una New York epicentro del morbo, con decine di bare allineate in fosse scavate con i bulldozer: c’era chi ne invocava la discesa in campo nelle presidenziali, quasi fosse l’unico campione democratico capace di sconfiggere il magnate negazionista. L’altro, Cruz, il senatore, è divenuto un alleato di Trump, dopo aver invano cercato nel 2016 di contendergli la nomination: il 6 gennaio, mentre i facinorosi sobillati dal presidente davano l’assalto al Campidoglio, lui sosteneva in Senato che la vittoria di Joe Biden era frutto di brogli e truffe.

Fino a ieri, Andrew Cuomo, figlio d’arte – il padre, Mario, fu governatore dello Stato di New York come lui -, e Ted Cruz erano citati in tutte le ‘short lists’ di Usa 2024, come due potenziali aspiranti alla nomination democratica e repubblicana. Oggi, le loro chances sono ridotte al lumicino, anche se c’è tempo, di qui ad allora, e molte cose si possono dimenticare.

Per Cuomo, quello che pareva un successo, cioè il modo di condurre la lotta alla pandemia, gli si ritorce contro: un boomerang che, tra bugie e faide di partito, potrebbe condurlo all’impeachment. Cruz, invece, ha fatto uno scivolone sulla neve che tiene il Texas sepolto sotto un manto di gelo, con cinque milioni di persone senza luce e senza riscaldamento.

Sul Covidgate, a New York, indagano anche la procura federale di Brooklyn e l’Fbi. Innervosito dalla vicenda che può segnare la fine della sua carriera, Cuomo ha minacciato un parlamentare – “Ti distruggo!”, gli ha detto al telefono – e avrebbe giurato vendetta a quanti nel partito che non l’hanno adeguatamente sostenuto.

E’ emerso che alcuni dei dati snocciolati da Cuomo in mesi di conferenze stampa quotidiane erano falsi, in particolare quello del numero delle vittime tra i pazienti delle case di riposo newyorchesi, quasi dimezzato nell’intento di evitare critiche mentre l’Amministrazione Trump indagava. Cuomo non contava i decessi degli ospiti delle case di riposo morti in ospedale.

14 senatori democratici dello Stato di New York hanno giudicato “eccessiva”, in un documento, l’autorità attribuita a Cuomo nella lotta alla pandemia. Si va verso la revoca dei poteri speciali conferiti al governatore, che può ancora decidere da solo sui lockdown e su altre restrizioni e ha l’ultima parola sulla distribuzione dei vaccini: ci sarà un voto la prossima settimana. I ‘super-poteri’ di Cuomo hanno creato frizioni con amministratori locali. Bill de Blasio, il sindaco di New York, che non lo ama, dice “Abbiamo bisogno di sapere la verità”.

Meno grave, ma ugualmente rovinosa, almeno per l’immagine, la colpa di Cruz, partito mercoledì per una vacanza a Cancun in Messico con tutta la famiglia, nel pieno di una delle peggiori bufere mai sperimentate dal Texas: neve, gelo, milioni di cittadini senza luce, gas, acqua. Il senatore, resosi conto della gaffe, è precipitosamente tornato a casa il giorno dopo, ma le sue foto in maniche corte e jeans ai 27 gradi del sole caraibico, mentre i suoi elettori battevano i denti, continuano a suscitare indignazione e richieste di dimissioni.

Cruz si giustifica spiegando di avere fatto il bravo papà e di avere solo accompagnato la famiglia. Ma un sms inviato dalla moglie Heidi ad alcuni conoscenti indica che la gita in un resort di lusso dove una notte costa 309 dollari era stata accuratamente programmata.

Negli Usa, ci si chiede pure perché il Texas fosse così impreparato all’emergenza: Greg Abbott, governatore ‘trumpiano’, dà la colpa alle centrali elettriche alimentate da fonti rinnovabili, che però producono solo il 10% dell’energia dello Stato; degli esperti, invece, mettono sotto accusa impianti a carbone e gas naturale.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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