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Usa: inchieste, “not guilty” in Senato Trump rischia grosso nei tribunali

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 16/02/2021

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“Not guilty”, non colpevole: per la seconda volta, il processo d’impeachment contro Donald Trump finisce con questo verdetto. Ma non è detto che i guai giudiziari del magnate ex presidente abbiano tutti un lieto fine: l’intreccio d’inchieste a New York, su evasione e frodi; e l’indagine in Georgia, sulle pressioni esercitate sulle autorità statali per rovesciare l’esito del voto, favorevole a Joe Biden.

E c’è pure l’eventualità che la giustizia ordinaria raccolga il testimone lasciato cadere dalla politica. L’ha prospettato pure il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell: ha votato “Not guilty” perché l’impeachment, a suo giudizio, sarebbe stato incostituzionale; ma ritiene che Trump mancò ai suoi doveri il giorno dell’assalto al Congresso, macchia indelebile sulla sua fedina politica.

E Bruce Castor, uno dei difensori nel dibattimento in Senato, fece sobbalzare il magnate seduto davanti alla tv a Mar-a-lago, dicendo: “Il presidente non può comportarsi in modo violento a fine mandato e farla franca. Il dipartimento di Giustizia sa cosa deve fare: se il presidente ha commesso dei crimini, dopo che ha lasciato l’incarico, va e lo arresta”. Trump, ora, non gode più di immunità.

Sull’attacco al Campidoglio, la magistratura di Washington non esclude di coinvolgere Trump nell’inchiesta in corso. E la magistratura di Atlanta indaga sulla telefonata con cui il magnate chiese al segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger di trovare “abbastanza suffragi” per ribaltare l’esito del voto nello Stato. Sotto inchiesta anche il senatore repubblicano Lindsey Graham, regista dell’assoluzione in Senato, per una telefonata analoga in cui chiedeva a Raffensperger se poteva scartare i voti per posta in alcune contee.

Ma le inchieste più insidiose sono quelle della procura di New York, che potrebbero portare Trump in galera: si indaga per accertare se il magnate e la Trump Organization abbiano commesso frodi e se abbiano falsificato documenti aziendali, partendo dai pagamenti in nero per comprare il silenzio di due ‘amichette’; e si indaga se Trump abbia manipolato i valori dei suoi beni, per pagare meno tasse. Il figlio Eric è stato interrogato sotto giuramento e potrebbe presto toccare a Babbo Donald.

Ci sono poi l’inchiesta su abusi di fondi per l’Inauguration Day 2017, che coinvolge i figli Ivanka e Donald jr; la causa intentata dalla nipote Mary, che sarebbe stata privata dell’eredità del nonno; e le cause della scrittrice Jean Carroll e di un’ex concorrente di The Apprentice Summer Zervos che avrebbero subito da Trump aggressioni sessuali.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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