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Usa: impeachment II, per la difesa “è tutto un cinema”

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 13/02/2021

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Il processo di impeachment è un “atto di vendetta politica ingiusto e palesemente anticostituzionale” che “dividerà ulteriormente la nostra Nazione”. E i democratici che sostengono l’accusa hanno “fabbricato e alterato” le prove presentate. Ci sono andati giù pesanti gli avvocati di Donald Trump, protagonisti dell’udienza di ieri del procedimento in corso nel Senato dell’Unione.

I legali del magnate hanno sostenuto che Trump non incitò alla violenza i facinorosi suoi sostenitori che il 6 gennaio investirono il Campidoglio, cercando d’indurre il Congresso a rovesciare l’esito delle elezioni. S’è poi aperta una fase di ‘domande e risposte’ tra i senatori e l’accusa e la difesa.

Oggi, il processo osserva una pausa. Domani, se – come pare – non verranno chiamati testimoni, accusa e difesa pronunceranno requisitoria e arringa. La sentenza potrebbe arrivare subito dopo.

La tesi della difesa è che il comizio di Trump davanti alla Casa Bianca il 6 gennaio non costituiva un appello alla violenza ed è comunque protetto dal primo emendamento della Costituzione, che tutela il diritto di parola. Michael Van de Veen, uno degli avvocati, ha detto: “Le parole di Trump incoraggiarono esplicitamente i presenti ad esercitare i loro diritti pacificamente e patriotticamente”. David Schoen, un altro legale, ha detto che l’accusa ha “fatto cinema”. Bruce Castor ha contestato come irrilevanti le prove basate su documenti mediatici e ha accusato i democratici di manipolare video e tweet con montaggi artati.

Sono stati presentati estratti di discorsi di leader democratici, da Chuck Schumer a Nancy Pelosi, con linguaggi simili a quelli incendiari del magnate. Ed è stata riproposta l’equivalenza tra i fans dell’ex presidente, “un piccolo gruppo”, e i militanti anti-razzisti di Black Lives Matter. Versione che contrasta con gli sviluppi delle indagini, dove diventa centrale la figura di Thomas Edward Caldwell, 66 anni, di Berryville (Virginia), ex agente dell’Fbi e dell’intelligence della Marina, che avrebbe addestrato e coordinato militanti di gruppi paramilitari di estrema destra.

L’udienza è stata preceduta da polemiche perché tre senatori repubblicani, giurati sulla carta imparziali, hanno avuto un incontro informale con gli avvocati di Trump. Ted Cruz, Mike Lee e Lindsey Graham, tutti già decisi a votare per l’assoluzione del magnate, hanno derubricato l’iniziativa a gesto di cortesia.

L’impressione suscitata dalle accuse mosse a Trump rende il presidente Joe Biden “impaziente” – dice – di “vedere che cosa faranno i miei amici repubblicani”. Il processo d’impeachment riceve più attenzione del primo, un anno fa: decine di milioni di americani lo seguono in tv.

E qualcosa si muove, nella galassia repubblicana. Nikki Haley, ex ambasciatrice all’Onu, spesso citata come potenziale candidata alla Casa Bianca nel 2024, auspica che il magnate non scenda più in lizza e dice: “Non avremmo dovuto seguirlo”. Politico la cita: “Ci ha deluso, è caduto in basso … Non possiamo lasciare che accada di nuovo”.

Trump fa sfoggio d’indifferenza per il processo d’impeachment: gioca a golfo a Mar-a-Lago, in Florida, forse per non vedere i suoi legali, che lo avevano deluso il primo giorno. Pare persino meno preoccupata di lui Melania, la moglie, che trascorre le sue giornate fra la spa e pranzi e cene, senza però dissimulare l’irritazione con il marito.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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