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Usa: impeachment II, prove in serie contro Trump, repubblicani imbarazzati

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 12/02/2021

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Se fosse un vero processo, basato su fatti e prove, l’imputato non avrebbe modo di cavarsela: lo conferma il silenzio imbarazzato con cui i senatori repubblicani seguono il procedimento d’impeachment contro Donald Trump. L’accusa ha presentato filmati, documenti, testimonianze che non lasciano dubbi: i rivoltosi che diedero l’assalto al Campidoglio il 6 gennaio stavano eseguendo gli ordini del ‘comandante in capo’, o almeno ne erano convinti. Il presidente Joe Biden non esclude che quanto mostrato induca qualche repubblicano a cambiare il proprio voto.

Fonti ben informate sulle inchieste in corso al Dipartimento di Giustizia dicono che almeno quattro degli arrestati hanno riferito in tribunale di avere seguito gli ordini di Trump: “Jessica Watkins, uno dei capi del gruppo paramilitare di destra Oath Keepers, aspettava le direttive del presidente”.

La seconda e ultima udienza del processo di impeachment riservata all’accusa è stata simile alla prima: il team dei deputati che fungono da pubblico ministero – un inno alla diversità: un wasp, un nero, un ispanico, una donna e poi si ricomincia – ha presentato e commentato video, parole e post del magnate ex presidente. S’è molto insistito sulla mancanza di pentimento di Trump per quanto avvenuto.

Oggi, tocca alla difesa, che potrebbe chiudere in giornata, rinunciando a metà del suo tempo. Sabato non vi sarà udienza; domenica, si aprirà il dibattito; poi ci sarà il verdetto.

Nella ricostruzione dell’accusa, l’irruzione dei sostenitori di Trump nel Congresso, che fece almeno cinque vittime, ebbe momenti più drammatici di quanto s’era finora saputo: i rivoltosi giunsero vicinissimi a Mitt Romney, salvato da un agente di polizia, Eugene Goodman, che gli consentì d’allontanarsi. Anche il vice-presidente Mike Pence e la sua famiglia furono in pericolo, specie dopo che il presidente lo accusò su Twitter di non aver avuto il coraggio di cambiare il risultato delle elezioni: i rivoltosi volevano “impiccarlo”. E un collaboratore della speaker della Camera Nancy Pelosi riferisce: “Se l’avessero trovata erano pronti ad ucciderla”.

Il deputato Eric Swalwell ha raccontato di avere mandato un sms d’addio alla moglie e ai figli, quando la sicurezza avvisò i parlamentari di restare sotto le loro scrivanie durante l’assalto.

Alla Casa Bianca, Trump era “eccitato” per quanto stava accadendo e non ascoltò consiglieri, collaboratori e familiari, la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner, che gli chiedevano d’intervenire per fermare l’assalto.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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