Home Usa Usa: repubblicani al bivio tra Marjorie ultra-trumpiana e Liz anti-Trump

Usa: repubblicani al bivio tra Marjorie ultra-trumpiana e Liz anti-Trump

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 04/02/2021

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I repubblicani non riescono a decidere se e come sanzionare l’ultra-trumpiana Marjorie Taylor Greene, deputata della Georgia, che auspica l’uccisione della speaker della Camera Nancy Pelosi, o l’anti-trumpiana Liz Cheney, che vota a favore dell’impeachment dell’ex presidente. E così si muovono i democratici: il capo della maggioranza alla Camera Steny H. Hoyer, annuncia un voto – oggi – per estromettere la Greene, adepta di QAnon, da due commissioni, l’Istruzione e il Bilancio.

La decisione è frutto di contatti tra Hoyer e il leader dei repubblicani alla Camera Kevin McCarthy, da cui risulta chiaro che i repubblicani non prenderanno provvedimenti contro la Greene, nonostante molti cerchino di marginalizzarla, ritenendola pericolosa, mentre danno sostegno alla Cheney, figlia del vice del presidente George W. Bush Dick Cheney.

La discussione fra i repubblicani nel Congresso è un capitolo della ‘resa dei conti’ in atto nel partito dopo la sconfitta elettorale di novembre e in vista del processo d’impeachment all’ex presidente, che sobillò i facinorosi che presero d’assalto il Campidoglio il 6 gennaio – ieri, il Canada ha bollato come gruppo terrorista i Proud Boys, che parteciparono all’attacco -.

Divisi tra conservatori e ‘trumpiani’, i repubblicani faticano a trovare una propria identità. Il leader dei repubblicani al Senato Mitch McConnell considera la Greene “un cancro” nel partito, per la sua storia di razzismo e di complottismo, anche se si sarebbe recentemente dissociata da QAnon; e, invece, esprime apprezzamento per la Cheney, che ha “convinzione e coraggio”.

Ma lo stesso McConnell ha poi votato contro la costituzionalità della procedura d’impeachment, convinto che il partito sia così permeato da Trump che è ormai impossibile liberarsene senza fare gravi danni. E McCarthy, che giorni fa è andato a prendere ordini da Trump in Florida, si riallinea al magnate, dopo essersi defilato.

La Greene si fa forte dell’appoggio di Trump, che fece campagna per lei e che le ha appena fatto “una telefonata fantastica”; e progetta di andarlo a trovare in Florida presto. I democratici lanciano una campagna di spot che sfruttano in chiave anti-repubblicana sue affermazioni negazioniste e complottiste sull’11 Settembre, la strage di Parkland in Florida e la morte di JFK jr.

Al Senato democratici e repubblicani hanno concordato come gestire i lavori nell’assemblea divisa a metà, 50 e 50, dove il voto decisivo è della vice-presidente Kamala Harris, presidente del Senato.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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