HomeUsaUsa 2020: sicurezza, Trump tiene Biden all'oscuro

Usa 2020: sicurezza, Trump tiene Biden all’oscuro

Scritti per Il Fatto Quotidiano del 28/12/2020 e del 30/12/2020

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(30-12-2020) – Joe Biden denuncia l’ “irresponsabilità” di Donald Trump, che ostacola la transizione al Pentagono e tiene celate al team del presidente eletto informazioni essenziali per la sicurezza nazionale, anche economiche e finanziarie. “Al momento non stiamo ricevendo tutte le informazioni sulla sicurezza di cui abbiamo bisogno”, ad esempio sulla dislocazione all’estero delle truppe Usa, rivela il presidente eletto. C’è allarme perché i nemici dell’America potrebbero profittare del caos nell’Amministrazione.

Ma un sondaggio ringalluzzisce il magnate quasi ex presidente: per la prima volta, la Gallup gli assegna il titolo di uomo più ammirato dagli americani (18% di ‘nominations’), dopo 12 anni d’ininterrotto dominio di Barack Obama (15%), che cede una fetta dei suoi fan a Joe Biden (6%). Nella classifica, molto frammentata, ci sono pure il virologo Anthoy Fauci al 3% e Papa Francesco al 2%. Il risultato testimonia che Trump, nonostante la sconfitta elettorale, ha uno zoccolo duro d’irriducibili sostenitori.

E’ su di loro che punta per provare a dare una spallata al risultato delle elezioni il 6 gennaio, quando il Congresso uscito dal voto del 3 novembre si riunirà per la prima volta e, in plenaria, farà la conta dei Grandi Elettori (306 per Biden e 232 per Trump). Un deputato del Texas, Louie Gohmert, repubblicano, è fra i protagonisti delle manovre per sovvertire in aula l’esito del voto. Ma ormai anche la stampa un tempo amica invita Trump a desistere: il New York Post di Rupert Murdoch dedica la copertina al magnate presidente, “basta con questa follia, hai perso le elezioni … stai spingendo per un golpe anti-democratico”.

Il NYP suggerisce a Trump di concentrarsi sui ballottaggi in Georgia, che il 5 gennaio decideranno la maggioranza in Senato. Proprio in Georgia una giudice federale, Leslie Abrams Gardner, sorella dell’attivista nera Stacey Abrams, ha appena sventato brogli repubblicani per escludere dal voto 4000 elettori al 95% democratici.

Biden non vuole perdere tempo per riguadagnare “la fiducia del mondo” agli Stati Uniti, segnalando che, su molti fronti, dalla sicurezza alla pandemia, gli altri Paesi hanno cominciato a lavorare senza o addirittura contro gli Usa. L’ex vice di Obama vede un “grave rischio per la sicurezza nazionale” negli attacchi hacker subiti dalle Istituzioni statunitensi nelle scorse settimane. E avverte ritardi nella distribuzione dei vaccini anti-Covid – ieri, s’è vaccinata in diretta tv la sua vice kamala Harris -, mentre la pandemia è più virulenta che mai nell’Unione, con un americano su mille deceduto e quasi uno su 15 contagiato.

Ma più che a battersi contro il coronavirus, Trump è impegnato in queste ore in un braccio di ferro con il Congresso, che vuole ‘bypassare’ il veto sui finanziamenti alla difesa, mentre i repubblicani gli negano l’aumento da 600 a 2000 dollari degli aiuti diretti ai cittadini americani con reddito sotto i 75mila dollari annui – favorevoli, invece, Biden e i democratici -.

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(28/12/2020, nella pagina ‘I personaggi del 2020’) – La parola sconfitta non figura nel suo vocabolario: l’uomo che è diventato una celebrità televisiva pronunciando la sentenza “You’re fired”, sei licenziato, non accetta di sentirselo fragorosamente dire dal popolo alle urne. Il rifiuto di Donald Trump di riconoscere d’avere perso le presidenziali del 3 novembre segna la fine del 2020 negli Stati Uniti e rischia di turbare l’inizio del 2021.

Joe Biden, l’usato sicuro del partito democratico, lo ‘Zio Joe’ di un’America per bene, l’ha battuto per oltre sei milioni di voti popolari e ha conquistato 306 Grandi Elettori – per vincere, ne bastavano 270 -. Ma Trump non ci sta: denuncia brogli di massa, evoca cospirazioni, segnala frodi senza lo straccio d’una prova, ricorre a giudici d’ogni ordine e grado fino alla Corte Suprema, uscendo sempre battuto; e sprona alla resistenza i suoi fan, pronti a credere alle sue ‘post verità’.

Lo spirito del Natale non lo pervade. “La frode è un fatto”, twitta. E aggiunge: “Tutti si chiedono perché i repubblicani non siano in armi, per combattere i democratici che hanno truccato e rubato” le elezioni. Frasi che gettano un’ombra sulla tenuta della democrazia nell’Unione.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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