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Covid, la ricaduta – Russia, passo falso per il vaccino Sputnik V

Scritto per Il Settimanale del Corso di giornalismo internazionale 2020 Coris - numero 3 del 30/12/2020

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Nella Siberia sud-occidentale, quattro medici avrebbero contratto il coronavirus nonostante la recente vaccinazione con il vaccino russo Sputnik V. Secondo i quotidiani Siberian Times e Avesta, uno dei 40 operatori sanitari testati nel Kemerovo è infatti risultato positivo al Covid-19.

Secondo il vice-capo del ministero della salute del distretto, Yelena Zelenina, il virus sarebbe stato rilevato sei giorni dopo la vaccinazione ed è impossibile che questo sia causato all’iniezione, visti i tempi di incubazione.

Nella regione di Altai sono invece tre su 42 gli operatori sanitari che avrebbero contratto il virus. Secondo l’epidemiologa-capo Irina Pereladova, tutti i tamponi effettuati ai volontari 24 ore prima risultavano negativi e i tre avrebbero quindi contratto il Covid-19 in quell’arco di tempo. Al contrario i ministri regionali insistono che il virus sia stato contratto in seguito.

Gli scienziati forniscono chiarimenti sul fatto: “Sputnik V è un vaccino a due componenti, la persona riceve infatti la seconda dose tre settimane dopo la prima. Il soggetto è considerato immune dal Covid-19 solo 21 giorni dopo la seconda somministrazione. Questa potrebbe essere la ragione per cui i medici risultano infettati”.

Il presidente russo Vladimir Putin ha fornito al personale medico sanitario il vaccino contro il Covid-19 Sputnik V per la terza fase di sperimentazione. La vaccinazione di massa nel paese non è quindi ancora iniziata. Lo stesso Putin, spesosi mediaticamente in favore del vaccino, non ha ancora beneficiato dell’immunizzazione. “Speriamo di procedere con la vaccinazione entro fine anno” afferma al VTB Investment Forum ‘Russia Calling!’ trasmesso da RBC, sottolineando che la priorità sarà distribuire il medicinale in tutta la Russia, prima che negli altri Stati.

Rimangono i sospetti per un vaccino che le autorità russe segnalano avere il 95% di efficacia e che lo stesso Putin  definisce “sicuro ed efficace”. A conferma dell’affidabilità dell’immunoprofilassi i responsabili della ricerca riportano che solo 39 dei 18.794 soggetti testati non hanno riscontrato gli effetti sperati. La sperimentazione del vaccino russo procede anche in altri paesi che ne sono provvisti, tra cui Bielorussia, India, Corea del Sud, Giappone.

Anche altri Stati dell’Asia Centrale stanno partecipando alla sperimentazione dei vaccini: se Uzbekistan e Kirghizistan si sono affidati al cinese CoronaVac, il Kazakistan  testerà Sputnik V pur sviluppando inoltre un proprio vaccino. Un caso a parte è invece quello del Turkmenistan che negando l’esistenza del Covid-19 registra zero casi e afferma di non necessitare della cura.

La corsa al vaccino diventa una corsa contro il tempo, non solo per superare la situazione sanitaria, ma per portare il mondo fuori da condizioni di vita economiche e sociali sempre più drammatiche.

Daily Bugle, Emiliano Angelucci, Erica Bono, Elena Duranti, Lucie Vagenheim, Alessandro Zoppeddu

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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