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Il Settimanale 2020 – Covid, la ricaduta 2: storie dell’emergenza nel Mondo

Scritto per Il Settimanale del Corso di giornalismo internazionale 2020 Coris - numero 2 del 23/11/2020

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Storie di Covid dal Mondo: le storie di Jackie, la maestra della Florida che lascia perché spaventata, e di Maryam, la maestra iraniana morta facendo lezione fino all’ultimo; di Kata, la pensionata croata che patisce la solitudine da isolamento, e di Vladimir il reduce russo scampato alla guerra, ma caduto sul fronte del Covid; del papà single e disperato di Nagoya, e di Steve il musicista, che deve scegliere tra affitto e salute; degli eroi locali del Sud Africa e dei popoli indigeni del Sud America; tutte tenute insieme dal filo conduttore del racconto della pandemia fatto dai media del Mondo intero. Che guardano pure all’Italia, al dramma del Cardarelli di Napoli, e all’Ue, con la solidarietà dei fondi di Sure.

C’è tutto questo nel secondo numero dell’edizione autunnale Covid, la Ricaduta de Il Settimanale 2020, che, sotto molti aspetti, è un seguito che non avremmo mai voluto vivere dell’edizione primaverile ‘La Fase 2’.

La redazione di questa edizione de IL Settimanale 2020 è la classe di Giornalismo internazionale del corso di laurea magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo, indirizzo giornalismo, del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale (Coris) dell’Università La Sapienza. La redazione de ‘La Fase 2’ era stata la classe di Agenzie e Nuovi Media del corso di laurea magistrale in Editoria e Scrittura della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza.

Sotto il segno del giornalismo internazionale, ogni numero de ‘la Ricaduta’ analizza l’evolvere della situazione e tratta aspetti specifici, vicende particolari, dell’Italia raccontata dagli altri, dell’Ue intesa come entità e degli altri Paesi europei, degli Stati Uniti e dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa, dell’Asia centrale e dell’Estremo Oriente, con il corredo volta a volta di un’intervista.

Gli anni accademici 2019-’20 e 2020/’21 sono stati segnati, come ogni aspetto delle nostre vite, dall’emergenza pandemia: studenti e docenti hanno dovuto abbandonare aule e istituti e imparare meccanismi e dinamiche delle lezioni ‘a remoto’, i soliti riti sono stati sostituiti da nuove liturgie.

Tutto è accaduto molto in fretta: gli allarmi di gennaio e il virus fra noi a febbraio; il confinamento e il mantra dell’#iorestoacasa a marzo e ad aprile; la Fase 2 a maggio e giugno; l’intempestivo e irresponsabile ‘liberi tutti’ estivo; il ritorno a scuola con il mantra opposto del #tuttiinclasse che l’Università non ha quasi potuto sperimentare, subito costretta a tornare alla didattica a distanza.

Il Settimanale è un esercizio didattico, ma vuole pure essere una palestra pre-professionale e riesce talora a offrire spunti informativi sugli eventi trattati o letture originali sui temi affrontati. Non c’è pretesa di completezza, ma c’è desiderio di precisione, cura, attenzione e ansia di migliorare, settimana dopo settimana.

Esercitazioni analoghe erano state condotte negli anni accademici 2017/’18 e 2018/’19, sempre dalle classi di Agenzie e Nuovi Media del corso di laurea magistrale in Editoria e Scrittura della Facoltà di Lettere e Filosofia.braio; il 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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