HomeIl SettimanaleCovid, la ricaduta - Sud America, animo indigeni non si piega 

Covid, la ricaduta – Sud America, animo indigeni non si piega 

Scritto per Il Settimanale del Corso di giornalismo internazionale 2020 Coris - numero 2 del 23/11/2020

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Affrontiamo questa malattia senza un’adeguata assistenza sanitaria nelle nostre comunità e senza farmaci o medici professionisti, il che ci mette ancora più a rischio”.  Così si legge nell’introduzione del libro Remedios del Monte, pubblicato dai leader dei Territori Indigeni Multietnici della Bolivia, contenente 38 ricette frutto della tradizione dei popoli Mojeño, Tsimane, Yuracaré e Movima. Nelle pagine si trovano rimedi naturali per rafforzare le difese immunitarie e alleviare raffreddore, febbre e polmonite – sintomi di una comune influenza ma oggi riconducibili anche al Covid-19 -.

Queste popolazioni hanno deciso di condividere le conoscenze ancestrali ereditate dai propri predecessori: un gesto che fa riflettere.

Mentre il mondo aspetta la cura, nelle ultime settimane più case farmaceutiche stanno affrontando o hanno concluso la fase 3 della sperimentazione. Sotto gli occhi attenti dei media scatta la gara tra le potenze mondiali per aggiudicarsi le percentuali di efficacia più alte e i metodi migliori per la diffusione su larga scala del nuovo vaccino.

Per l’ennesima volta le minoranze rischiano di essere lasciate indietro. Tra queste, ci sono le popolazioni nel cuore del Sud America, che vivono lontane dalla società. Quello delle comunità indigene appare un fenomeno modesto e circoscritto. Tuttavia, circa il 6% della popolazione mondiale appartiene a queste tribù. Per salvaguardarle, nel 2008 l’Onu ha sottoscritto la Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni che riconosce agli aborigeni il diritto di autodeterminazione e di autogoverno, ma soprattutto “al miglioramento delle loro condizioni economiche e sociali, inclusi, fra gli altri, igiene e assistenza sanitaria”.

L’attenzione verso questi gruppi sociali arriva quasi sempre dalle testate locali e, per questo caso specifico, dalle riviste boliviane Debates Indigenas e La Región. A livello internazionale il dibattito mediatico su queste realtà è intermittente, spesso connesso ad alcuni temi di impronta umanitaria: solitamente questi ultimi fanno notizia solo quando succedono eventi di grande impatto che minacciano la nostra sopravvivenza. Ci sono pochi media che, però, fanno eccezione. Ad esempio il Global Voices, sito  della comunità internazionale di giornalisti e attivisti dei diritti umani. 

Il ricettario Remedios del Monte non ha la pretesa di curare il coronavirus, ma si pone il duplice obiettivo di far conoscere la cultura degli indigeni al mondo e di denunciare la negligenza dello Stato boliviano nei confronti di queste tribù. Infatti, data la mancanza di personale medico e farmaci, le comunità autoctone sono costrette a rivolgersi alla medicina naturale. 

Un simbolo per la “lotta alla vita, che risale alla memoria dei nostri antenati” (dall’introduzione di Remedios del Monte)

Il Sapientino, Martina Bovetta, Marta Cecconi, Andrea Gigante, Jessica Maglione, Chiara Manetti

gphttps://giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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