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Covid, la ricaduta – Ue prenota 300 milioni dosi vaccino

Scritto per Il Settimanale del Corso di giornalismo internazionale 2020 Coris - numero 1 del 16/11/2020

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“Facciamo qualcosa, e facciamo presto”. Questa la sostanza delle parole del presidente del Consiglio europeo Charles Michel sulla ricerca di soluzioni contro la pandemia da coronavirus. In giro per l’Europa, molti gruppi negazionisti stanno organizzando violente proteste contro i lockdown. La Commissione europea, presieduta da Ursula Von Der Leyen, si sta muovendo per rimettere in sesto la situazione: il Next Generation Europe vuole fornire una risposta ai problemi economici del continente. L’emergenza è però sanitaria: lo dimostrano i 10 milioni di casi nell’Ue da inizio pandemia al 14 novembre. La risposta ha un solo nome: vaccino.

La Russia ne sperimenta uno dai dubbi effetti; altri mostrano progressi incoraggianti, ma non ancora decisivi. Un balzo nelle sperimentazioni lo ha recentemente fatto la Pfizer. E ciò ha indotto la Commissione europea a firmare il 9 novembre un contratto 300 milioni di dosi per un vaccino con un’efficacia pari al 90%.

Le Borse reagiscono positivamente: il Sole 24 Ore mette in prima pagina “Il vaccino Pfizer mette il turbo alle Borse”; c’è un aumento dei maggiori listini fra il 5 e il 7%, che si protrae nei giorni seguenti. Non solo Pfizer, però: l’Ue ha accordi con AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson, al fine di avere un ventaglio di soluzioni il più ampio possibile.

Il 13 novembre il Wall Street Journal dà la sua lettura della situazione nell’Ue: nonostante i primi segnali di rallentamento della pandemia e l’ottimismo per il vaccino, i leader dei vari Paesi rimangono cauti e talvolta addirittura inaspriscono le misure di contenimento del virus. Finché non avremo un vaccino, l’emergenza rimane.

Sempre il 13 il direttore dell’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie) Andrea Ammon parla “ottimisticamente” dell’inverno 2021 per le prime vaccinazioni. New Europe, giornale con sede a Bruxelles, parla di “luce in fondo al tunnel”, ma bisogna essere cauti: Jeremy Farrar, del Sage (l’equivalente britannico del Cts) dice che “anche con il vaccino il COVID non scomparirà”. Inoltre, Euractiv sottolinea già il 30 settembre che “fornire congelatori è la sfida più grande per il vaccino”. In effetti, non tutti hanno apparecchiature per mantenere le dosi a -80 C°.

La mossa della Commissione non ha entusiasmato tutti nell’Ue. Ci sono stati dei contrasti con il Parlamento europeo: il 13 novembre il commissario alla Salute Stella Kyriades nega l’autorizzazione a pubblicare i contratti con le case farmaceutiche. “E’ una questione di trasparenza”, dicono alcuni parlamentari. “Non è legalmente possibile”, risponde la Kyriades.

La partita, comunque, non si gioca solo in Europa: come riporta El Pais, il 12 novembre la Commissione ha presentato un’iniziativa congiunta con la Bill e Melinda Gates Foundation per distribuire vaccini per un valore di 500 milioni di dollari nei Paesi più poveri del mondo. “In questi Paesi, ci sono dosi al massimo per il 20% della popolazione” ha dichiarato M. Gates.

Stringer News, Isabella Bradascio, Camillo Cantarano, Laura Martinez, Amaya Polvorosa, Edoardo Venditti, Jean-Louis Zanet

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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