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Covid, la ricaduta – Europa, viaggio dentro la seconda ondata

Scritto per Il Settimanale del Corso di giornalismo internazionale 2020 Coris - numero 1 del 16/11/2020

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L’Europa si trova ad affrontare la seconda ondata del coronavirus. I contagi in alcuni Stati superano il milione dall’inizio della pandemia, come riportato dalla John Hopkins University. Attraversiamo l’Europa partendo dai paesi con maggiori restrizioni fino ad arrivare agli Stati che non le hanno ritenute necessarie.

Il maggior numero di contagi in Europa tocca alla Francia che, con circa 20.000 casi al giorno, è costretta ad adottare misure di contenimento nazionali. L’interpretazione dei dati divide la stampa: se per Le Monde la situazione dell’ultima settimana è preoccupante, per Le Figaro la Francia è tornata a controllare l’epidemia. Un po’ come il vicino Belgio che con 8000 casi giornalieri afferma che ‘l’epidemia perde terreno’. De Morgen prende spunto dall’Irlanda, l’informazione resta puntuale con video e mappe interattive.

In Germania il Robert Koch Institute segnala 22.000 infezioni in 24 ore. Se da una parte c’è un aumento di casi, dall’altra il piano per porre fine alla stessa diventa sempre più concreto. Il quotidiano Welt annuncia, in tempi brevi, l’arrivo di un vaccino efficace al 90% da parte delle aziende farmaceutiche Biontech e Pfizer. Il Ministero della Salute e la cancelliera Angela Merkel confermano che le vaccinazioni restano volontarie.

È record decessi per il Regno Unito, che ha ormai superato quota 50.000 e che da due settimane ha suddiviso il paese in tre zone, scelte in base a indici di contagio delle varie città. La stampa racconta la pandemia, ma i conservatori del Daily Mail e labouristi del Mirror, danno poco spazio al Covid-19 rispetto alle elezioni americane.

Tra i Paesi che si trovano a vivere un secondo lockdown vediamo la Grecia. Nell’ultima settimana ha raggiunto quota 63.000 casi dall’inizio della pandemia, per un totale di 909 vittime. Il centro-destra al Governo impone, per i cittadini che vogliono uscire di casa, la segnalazione tramite SMS alle autorità. Il quotidiano Thestival scrive dei duri scontri di venerdì 7 novembre tra manifestanti e polizia a Salonicco. I giornali dell’area progressista riportano spesso le dichiarazioni dei leader dell’opposizione che accusano il Governo d’incapacità nella gestione della pandemia.

Nei Paesi Bassi nulla sembra essere cambiato dalla prima ondata. La stampa olandese sembra sposare la linea del silenzio del Governo. “Poche migliaia di pazienti infetti e si ferma l’economia” si legge su de Volkskrant. La verità, si legge su Welt, è che il sistema sanitario è al collasso, i pazienti vengono trasferiti in Germania, ma le poche notizie sui focolai continuano a passare inosservate.

In Svezia, nonostante 162mila casi e oltre 6000 morti, indossare la mascherina ‘è consigliato’. Abitudini culturali differenti: i consigli si seguono. Tuttavia, su Svenska Dagbladet, quotidiano di stampo conservatore, traspare un disaccordo con queste non-misure. Si legge “bisogna considerare l’opzione lockdown“. Un chiaro appello al partito socialdemocratico in carica ad essere più incisivo.

Daily Bugle, Emiliano Angelucci, Erica Bono, Elena Duranti, Lucie Vagenheim Fasano, Alessandro Zoppeddu

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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