Home Usa Usa 2020: Election Day, chi vota per primo e chi vota coi...

Usa 2020: Election Day, chi vota per primo e chi vota coi biscotti

Scritto per il blog de Il Fatto Quotidiano lo 03/11/2020 https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/03/elezioni-usa-2020-chi-vota-per-primo-e-chi-vota-coi-biscotti-lamerica-bizzarra-dellelection-day/5990480/

-

Come al solito in un Election Day, è stato il villaggio di Dixville Notch, in New Hampshire, una dozzina di abitanti, vicino al confine con il Canada, il primo ad annunciare i suoi risultati, battendo Hart’s Location, località vicina – stavolta, non c’è stata neppure partita: causa coronavirus, Hart’s Location ha dato forfait -.

E’ una tradizione che va avanti dal 1960: alla mezzanotte e un minuto dell’Election Day, le sei del mattino in Italia, tutti gli aventi diritto al voto di Dixville Notch si riuniscono nella ‘Ballot Room’ del The Balsam Resort – un hotel spropositato, per quel paesino – e depongono la loro scheda. A operazioni di voto concluse, si fa lo scrutinio.

Il tutto è sempre avvenuto in allegria, profluvi di birra e centinaia di giornalisti a immortalare l’apertura della urna e la prima conta. Stavolta, però, il clima era diverso: mascherine, distanziamento e pochi giornalisti ammessi, causa epidemia.

Quest’anno, tutti i suffragi sono stati per Biden: un plebiscito. Ma il risultato non può essere messo in prospettiva: nel 2016, Dixville Notch preferì Hillary Clinton, ma poi a vincere il New Hampshire (e la Casa Bianca) fu Trump; e spesso gli elettori del villaggio non si sono dimostrati in sintonia con lo spirito dell’Unione.

Del resto, l’America è diversa anche quando è vicina: a Millsfiedl, 12 miglia a sud, meno di 20 km, quest’anno hanno voluto ‘scimmiottare’ i loro vicini. Risultato, 16 voti a Trump e cinque a Biden. Sulle White Mountains, come si chiama la regione, la tradizione di votare presto risale al 1948, per venire incontro alle esigenze dei ferrovieri – il mestiere del posto – che dovevano essere sul lavoro prima dell’apertura dei seggi ‘canonica’.

Almeno, il clima da questa parti non è teso come altrove, con negozi sprangati nelle grandi città, nell’attesa di proteste e di incidenti a voti contati. I candidati, che avevano entrambi già votato, Trump in Florida e Biden in Delaware, sono stati attivi anche nell’Election Day. Biden, ad esempio, ha portato le due due nipotine per la prima volta a Scranton, in Pennsylvania, la sua città natale, e ha visitato la casa dove visse fino ai dieci anni, intrattenendosi con gli attuali proprietari. E Trump cura il ricevimento che darà alla Casa Bianca per 400 persone: nei suoi piani, sarà una festa.

Hatboro, una cittadina della contea di Montgomery, a nord di Filadelfia, in Pennsylvania, confida nei biscotti per predire il risultato delle elezioni: un panificio locale prepara dei biscotti con l’effigie dei due candidati e, immancabilmente, chi ‘va di più’ vince. La Lochel’s Bakery ha venduto circa 28.000 biscotti ‘Trump 2020’ e circa 5.000 ‘Biden 2020’. Nel 2016, il risultato fu simile: Trump fu molto più ‘mangiato’ di Hillary, che, però, almeno nella Contea, fu molto più votata, con oltre il 53% dei suffragi, salvo poi perdere lo Stato e la Casa Bianca.

Avatar
gphttps://www.giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

ULTIMI ARTICOLI

#EU60: 25 Marzo, i riti della sopravvivenza tra Vertice e cortei

0
Nell'agenda dell’Unione, c’è sempre la ruota di scorta di un altro Vertice: i leader dei Paesi dell’Ue devono ancora incontrarsi, oggi, a Roma, e...

usa 2020

coronavirus - elezioni - democrazia - ostaggio

Coronavirus: elezioni rinviate, democrazia in ostaggio

0
Elezioni rinviate, elezioni in forse, presidenti, premier, parlamenti prorogati: la pandemia tiene in ostaggio le nostre democrazie e, in qualche caso, le espone alla...