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Usa 2020: Trump Super-Eroe, la malattia diventa uno spot

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 07/10/2020

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Donald Trump gioca in campagna elettorale la carta del Super-Eroe che sconfigge il coronavirus con i suoi Super-Poteri: si proclama “invincibile”, lui che ha beneficiato di terapie d’avanguardia non accessibili al cittadino qualunque, e twitta che il Covid-19 “nella maggior parte dei casi è meno letale” dell’influenza – un dato puntualmente smentito dai media: in sei mesi il coronavirus ha fatto negli Usa più morti (oltre 210 mila) che l’influenza in cinque anni (178 mila) -.

Chi s’aspettava un magnate presidente ‘ammansito’ dall’esperienza della malattia è rimasto deluso: “La stagione dell’influenza sta per arrivare. Ogni anno, l’influenza fa anche oltre 100 mila morti, nonostante il vaccino. Chiudiamo per questo il Paese? No, abbiamo imparato a convivere con essa, proprio come stiamo imparando a convivere con il Covid, che per gran parte della popolazione non è letale”, ha ieri twittato Super-Eroe Trump. Il suo post è stato segnalato come “fuorviante e potenzialmente dannoso”.

L’operazione ‘mitizzazione’ è partita subito dopo il rientro di Trump alla Casa Bianca dall’ospedale, dov’è rimasto appena 72 ore: ne era parte il gesto studiato con cui il magnate presidente, tuttora positivo e contagioso, s’è tolto la mascherina, sotto il portico della sua residenza, poco dopo essere sbarcato dal MarineOne sul South Lawn.

La scelta di Super-Eroe Trump di togliersi la mascherina è stata letta da molti come un atto di sfida, del resto confermato dai messaggi del presidente nel lasciare l’ospedale. I sanitari confermano che il magnate non presenta più sintomi, ma non escludono una ricaduta.

La campagna del candidato repubblicano ha diffuso un video che ne celebra il trionfo sul Covid-19, nonostante i medici mettano in guardia sul rischio di ricaduta. La clip, una parodia di una partita di football americano tra i San Francisco 49ers e i Philadelphia Eagles, mostra un attaccante dei 49ers con la faccia del presidente evitare un difensore con la testa da coronavirus e fare touchdown. Segue un balletto di esultanza: uno spot muscolare in sintonia con l’immagine di “eroe invincibile” vantata su Twitter dallo stesso Trump.

Sono pure state messe in vendita a cento dollari l’una monete di ‘Trump che sconfigge il Covid-19’: si possono acquistare online presso un negozio che vende oggettistica legata alla Casa Bianca, non lontano da Pennsylvania Avenue 1600. Il 20% del ricavato dalla vendita delle monete sarà donato ad associazioni per la prevenzione del coronavirus e per la ricerca sul cancro.

Trump ha proseguito di buon mattino dalla Casa Bianca l’offensiva di tweet lanciata lunedì mattina dall’ospedale militare Walter Reed, attaccando il suo rivale, il candidato democratico Joe Biden, sull’aborto e sulla Corte Suprema. Biden non è, però, rimasto passivo: ha twittato “Masks matter”, le mascherine contano, “Salvano vite”, in aperto contrasto con l’immagine di Trump che, appena tornato alla Casa Bianca dal Walter Reed, si toglie la protezione dal viso.

Troppo presto per dire se la il presidente Super-Eroe, che probabilmente galvanizza il suo elettorato, farà presa anche sugli indecisi e sui moderati. Negli ultimi giorni, di sondaggio in sondaggio, Biden ha visto il suo vantaggio su Trump ampliarsi: secondo l’ultimo rilevamento nazionale della Cnn, che tiene conto del dibattito del 29 settembre e della malattia del magnate, il 57% degli elettori propende per il candidato democratico e il 41% per quello repubblicano.

Confermato il duello in tv questa notte fra il vice-presidente Mike Pence e la candidata democratica alla vice-presidenza Kamala Harris: i due saranno separati da un pannello di plexiglass, per ridurre al minimo i rischi di contagio. E Trump annuncia che ci sarà il 15 al dibattito a Miami con Biden.

Continua, intanto, il braccio di ferro sui vaccini tra la Casa Bianca e la comunità scientifica: Trump vuole che il vaccino arrivi prima del voto e ha bloccato le nuove linee guida della Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del farmaco Usa, sull’immissione sul mercato dei vaccini anti – coronavirus, che ne avrebbero di fatto impedito l’approvazione prima del 3 novembre.

L’Fda prevedeva che i partecipanti ai trial clinici di massa fossero monitorati per due mesi, perché non insorgano effetti collaterali e per avere la garanzia che la copertura sia duratura. Nonostante la posizione della Casa Bianca, la Fda replica che le compagnie farmaceutiche sono a conoscenza degli standard e prevede che li rispetteranno. Il commissario dell’Agenzia, Stephen Hahn, si sforza di accrescere la fiducia del pubblico sul controllo sui vaccini: “Saranno gli scienziati, non i politici – dice – a decidere se il trattamento sarà sicuro ed efficace”. Ma Trump è determinato a ottenere l’autorizzazione di un vaccino prima dell’Election Day, nonostante gli esperti lo ritengano assai improbabile.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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