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Usa 2020: coronavirus, Trump show, raffica di tweet e ritorno a casa

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 06/10/2020

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“Devo uscire di qui”: così aveva detto ieri pomeriggio il presidente Trump ai suoi collaboratori. Poi, lui stesso ha annunciato: “Mi sento meglio di vent’anni fa. Oggi lascio l’ospedale alle 18.30”. Qualche minuto dopo, ecco il tweet dello staff medico: “Come ha detto lui, lo rimandiamo a casa. Non è ancora fuori pericolo, ma può tornare alla Casa Bianca” e continuare a curarsi dal coronavirus.

Eppure, era stati proprio i consiglieri del magnate a cercare di dissuaderlo: non tornare, se peggiori le cose non si metteranno bene per la campagna elettorale. Ma Trump ha fretta, proprio per tornare in campagna e sfruttare al meglio questa esperienza: “Non dovete avere paura del Covid, sotto la mia Amministrazione abbiamo sviluppato farmaci eccezionali”.

Con una raffica di tweet, tutti rigorosamente a lettere maiuscole, Donald Trump fa la sua campagna dall’ospedale militare Walter Reed, dov’è ricoverato da venerdì perché contagiato dal coronavirus: una quindicina di ‘cinguettii’, per affermare che il prossimo anno “sarà il migliore di sempre”, ma solo se, ovviamente, lui sarà ancora presidente; che la borsa sta per battere tutti i record; che votare democratico vuole dire avere più tasse e meno armi. “Forze armate più forti. Vota!”, “Low&Order. Vota!”, “Libertà religiosa. Vota!”, “Il più grande taglio delle tasse di sempre e un altro in arrivo. Vota!”. E così via.

Secondo la Casa Bianca, il presidente continua a migliorare: c’era ottimismo fin dal mattino sulla possibilità che lasci presto l’ospedale di Bethesda, alle porte di Washington. Mark Meadows, capo dello staff di Trump, attendeva una decisione imminente e parlava “degli incredibili progressi” del magnate candidato e di “quanto è stato forte nella sua lotta contro il Covid-19”. Il senatore Lindsay Graham, che gli è molto vicino, lo racconta “pronto a tornare al lavoro, molto coinvolto, alla grande”.

Intanto, però, il coronavirus continua a colpire alla Casa Bianca, dove la portavoce Kayleigh McEnany, molto criticata per i suoi atteggiamenti disinvolti, sia fronte notizie che fronte Covid-19, è positiva. La McEnany fece giovedì un briefing senza mascherina né distanze, dopo essere stata in contatto con Hope Hicks, la consigliera ’untrice’, che era già risultata positiva – ma lei dice che non lo sapeva -.

L’incuranza del presidente e dei suoi collaboratori di fronte ai rischi connessi al coronavirus è anche testimoniata dalla sortita di Trump dall’ospedale, domenica pomeriggio, su un suv blindato e con la mascherina, per salutare centinaia di fan che sostano fuori dal Walter Reed da quando s’è avuta notizia del suo ricovero: il magnate candidato li ha salutati da dietro il finestrino alzato, mentre loro applaudivano, sventolavano bandiere, mostravano gadget della sua campagna e scandivano: “Altri quattro anni”. In precedenza, il presidente aveva diffuso un breve video per ringraziare i ‘tifosi’, “grandi patrioti con le bandiere che portano il mio nome, che amano il nostro Paese”.

La bravata di Trump ha creato sconcerto e irritazione nel Secret Service, alcuni dei cui agenti sono già risultati positivi dopo spostamenti al seguito del presidente. Se gli agenti positivi sono stati costretti a mettersi in isolamento, gli altri sono stati costretti a lavorare di più per coprire le assenze.

“Non avrebbe dovuto accadere”, denuncia un agente in servizio, rilevando che i due suoi colleghi che erano in auto con il presidente non sono stati messi in quarantena: “Siamo frustrati …, non siamo merce usa e getta”. I mugugni nel Secret Service hanno indotto la Casa Bianca a precisare d’avere adottato “misure appropriate … per tutelare il presidente e coloro che lo proteggono … L’equipe medica ha dato il via libera allo spostamento come sicuro”.

Sul Washington Post, Ishaan Tharoor scrive: “Prosegue quello che da giorni è un torrente di falsità, mezze verità, elusioni, imprecisioni, indicazioni sbagliate da parte di quanti sono intorno a Trump mentre lui sta affrontando la più grave minaccia alla salute di un presidente americano da decenni. Dal dottore in capo della Casa Bianca al capo dello staff – Mark Meadows, ndr -, l’indisponibilità a fornire chiare e coerenti informazioni sulle condizioni di Trump è stata generale, da quando il virus ha cominciato a circolare rapidamente nella West Wing della Casa Bianca”.

“Non fatemi parlare di questo, non fatemi commentare”, ha risposto Anthony Fauci ai giornalista che volevano un suo parere sulla sortita presidenziale, da molti giudicata una spericolata photo op. “Un’irresponsabilità sbalorditiva”, ha twittato il dottor James Philips, docente alla Georgetown, capo della Disaster Medicine al dipartimento di Medicina d’emergenza e analista della Cnn.

A un mese dal voto, s’allarga nei sondaggi il vantaggio del candidato democratico Joe Biden, che è appena risultato negativo a ulteriori test. Secondo l’ultimo rilevamento Wall Street Journal / Nbc, Biden è avanti a Trump di ben 14 punti a livello nazionale: 53% a 39% fra gli elettori registrati. Si tratta del margine più ampio registrato nell’intera campagna da questo sondaggio. La pandemia sarebbe giù costata agli Stati Uniti più che vent’anni di guerra in Afghanistan.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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