Home Usa Usa 2020: Biden con l'auricolare e altre facezie, il web è di...

Usa 2020: Biden con l’auricolare e altre facezie, il web è di Trump

Scritto per Il fatto Quotidiano dello 02/10/2020

-

Dopo il DeepFake di Joe Biden che s’appisola durante un’intervista, ecco la storiella che l’ex vice di Barack Obama, candidato democratico alla Casa Bianca, aveva un auricolare con cui riceveva input su come rispondere alle domande durante il dibattito di martedì con Donald Trump. Nulla lo prova, ma la voce gira in rete da prima del duello in tv di Cleveland e vien pure rilanciata dagli spot della campagna di Trump, che invita la gente a “controllare le orecchie di Joe” e s’interroga “perché Sleepy Joe non accetta un’ispezione anti-auricolari”, oltre che il controllo anti-dumping – questa è un’idea tutta del magnate presidente -.

Nella ricostruzione del Washington Post, tutto è partito dal tweet di un giornalista del New York Post: citando una fonte anonima, ipotizzava che Biden volesse dotarsi di un auricolare durante il dibattito, per non restare letteralmente “senza parole”.

Il quotidiano osserva che la storia di Biden con l’auricolare, per quanto falsa, continua ad essere popolare su Facebook dopo il dibattito. Fino alla mezzanotte di mercoledì, lo spot della campagna di Trump, indirizzata principalmente a persone di età superiore ai 55 anni in Texas e Florida, era stato visto tra le 200 e le 250.000 volte.

Non è l’unico esempio di fake news su salute e prontezza del candidato democratico. Su TikTok, quattro video sgranati in cui si afferma che Biden aveva indosso durante il dibattito un filo per “imbrogliare” hanno avuto mercoledì oltre mezzo milione di visualizzazioni, dice Media Matters, gruppo di sinistra che monitora i media. Uno dei video mostra Biden con la mano dentro la giacca, un altro mette una freccia sulla cravatta di Biden, ma nessuno fornisce alcuna prova visiva dell’ipotesi che l’ex vice presidente indossasse un dispositivo elettronico. L’app dei mini-video, contattata dal WP, s’è impegnata a rimuovere il post.

Il social di Marc Zuckerberg, che a inizio campagna pareva meno attento di Twitter a non veicolare contenuti politicamente sensibili e falsi, sta intensificando i controlli e gli interventi e ha appena annunciato che, il 3 novembre, a urne chiuse, oltre a vietare post con dichiarazioni di vittoria premature, vieterà inserzioni che mirino a delegittimare il risultato elettorale, ad esempio adducendo brogli. Sarà ad esempio vietato partire da frodi isolate per contestare l’esito globale o sostenere che un metodo di voto legale – tipo quello per posta – è “intrinsecamente fraudolento o corrotto”. Come fa, sistematicamente, Trump.

In un altro articolo, il Washington Post documenta il contributo che media di destra via Facebook diedero nel 2016 alla elezione di Trump e constata, dati alla mano, che “il controllo della destra sulla piattaforma s’è ulteriormente accresciuto” in questi quattro anni: dopo il dibattito di martedì notte, nove dei dieci post più visti su Facebook – e 20 dei primi 30 – erano di destra. Nel 2016, la situazione era l’opposto: solo otto su 30 erano di destra.

“Moltissimi americani che ricavano principalmente le loro notizie da Facebook – scrive il WP – vivono in un ecosistema mediatico in cui l’esito del dibattito è chiaro: Trump ha schiacciato Biden”. I dati su cui si basa il quotidiano vengono da CrowdTangle, uno strumento analitico di Facebook, E nonostante Zuckerberg si sia impegnato fin dal 2018 a meglio gestire i contenuti falsi, post con la storia dell’auricolare di Biden erano ancora presenti sulla piattaforma all’inizio del dibattito, al quarto e ottavo posto come numero di contatti, mentre un terzo era stato rimosso.

Nel primo sondaggio pubblicato dopo il duello televisivo, quello di YouGov per l’Economist, Biden ha il 50% delle intenzioni di voto e Trump il 42%, otto punti meno. Il sito RealClearPolitics, che fa la media dei principali sondaggi, dà Biden avanti di di 6,6 punti, mentre il New York Times gli dà un vantaggio di sette punti. La posizione di Biden è molto migliore di quella di Hillary Clinton nel 2016 dopo il primo dibattito.

Secondo FiveThirtyEight, che fa capo al guru dei sondaggi Nate Silver, l’ex vice di Obama ha circa l’80% di possibilità di vincere il collegio elettorale, conquistandone 352 voti su 538. Le chances di successo del magnate sono scese dal 21,3 al 19,7%. Quanto al voto popolare, che però non conta, le possibilità di vittoria di Biden sono al 90%.

Sondaggi e previsioni stimolano il magnate a ‘giocare sporco’: l’ultima polemica riguarda l’invio alle famiglie bisognose in epoca Covid di pacchi alimentari ‘elettorali’, con tanto di lettera firmata dal presidente Trump “Il vostro benessere è una mia priorità”.

La commissione responsabile per i dibattiti presidenziali ha intanto deciso che non ci sarà più un dibattito come quello di martedì fra Trump e Biden, quando i due rivali si sono ripetutamente interrotti l’un l’altro – 77 volte, è stato contato, specie da parte di Trump -. La commissione annuncerà modifiche al format prima degli appuntamenti del 15 e il 22 ottobre.

Avatar
gphttps://www.giampierogramaglia.eu
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

ULTIMI ARTICOLI

#EU60: 25 Marzo, i riti della sopravvivenza tra Vertice e cortei

0
Nell'agenda dell’Unione, c’è sempre la ruota di scorta di un altro Vertice: i leader dei Paesi dell’Ue devono ancora incontrarsi, oggi, a Roma, e...

usa 2020

coronavirus - elezioni - democrazia - ostaggio

Coronavirus: elezioni rinviate, democrazia in ostaggio

0
Elezioni rinviate, elezioni in forse, presidenti, premier, parlamenti prorogati: la pandemia tiene in ostaggio le nostre democrazie e, in qualche caso, le espone alla...