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Germania-Polonia: l’ambasciatore, l’Angela e il demone del nazismo

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 16/09/2020

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Non è chiaro se gli abbia giocato più contro il demone del padre nazista o la sua Angela custode. Fatto sta che l’attesa è stata insolitamente lunga. Alla fine, però, Arndt Freytag von Loringhoven, diplomatico tedesco di lungo corso, designato ambasciatore a Varsavia, ha ottenuto il gradimento del presidente polacco Andrzej Duda e può ora presentare le credenziali e assumere l’incarico.

Von Loringhoven è figura di primo piano della diplomazia tedesca, oltre a essere un buon chitarrista jazz: già ambasciatore a Praga, è stato vice-capo del Bnd, l’agenzia federale tedesca di intelligence, e coordinatore delle forze speciali Nato al quartier generale dell’Alleanza atlantica a Bruxelles.

Il fatto che Duda, e soprattutto il suo boss politico, Jaroslaw Kaczinski, il leader del partito al potere a Varsavia, nazionalista e tiepido verso l’Ue, gli abbiamo fatto sospirare tre mesi il gradimento viene giustificato in vario modo dalle fonti polacche: i ritardi burocratici innescati dalla pandemia e pure le dimissioni del ministro degli Esteri polacco Jacek Czaputowicz paiono scuse fragili.

C’è piuttosto figura paterna: Bernd Freiherr Freytag von Loringhoven, ufficiale della Wehrmacht, comandò una divisione corazzata nella battaglia di Stalingrado e fece l’aiutante nel bunker di Hitler verso la fine della guerra, preparando i briefing per il Fueher. Dopo il conflitto, processato e assolto dall’accusa di crimini di guerra da un tribunale militare britannico, entrò nella Bundeswehr, l’esercito federale, dove giunse a ricoprire l’incarico di vice-ispettore generale.

Ce n’è abbastanza per evocare fantasmi nazisti, in un Paese ancora segnato dai traumi bellici. Ma se il padre era una pecora bruna, lo zio dell’ambasciatore, Wessel Freiherr Freytag von Loringhoven, anche lui nella Wehrmacht, riscatta la famiglia: fu lui a procurare l’esplosivo per il fallito attentato contro Hitler dell’Operazione Valchiria del colonnello von Stauffenberg, il 20 luglio 1944. Dopo il fiasco nella Tana del Lupo, il quartier generale del Fuehrer, a Rastenburg, lo zio si suicidò.

Ma più che il passato a fare restare scoperta da giugno la sede diplomatica tedesca a Varsavia è stato il presente: la cancelliera tedesca Angela Merkel, come molti altri leader Ue, non tifava Duda alle presidenziali di giugno. E il governo polacco s’è spesso lamentato dell’atteggiamento ‘fazioso’ della stampa tedesca. L’impressione è che il Freytag von Loringhoven diplomatico non abbia ‘pagato’ i trascorsi militari familiari quanto l’attuale scarso feeling politico tra Berlino e Varsavia.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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