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Usa: la Wolkoff, Melania e beghe Casa Bianca su mail privata

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 03/09/2020

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La nemesi dell’account mail privato colpisce come un domino tutti i Trump alla Casa Bianca: prima Ivanka, la figlia consigliera, e il marito Jared Kushner; adesso la first lady Melania, ‘tradita’ dall’ex amica e collaboratrice Stephanie Winston Wolkoff. Per il momento ne resta immune Donald, che lavora più di tweet che di mail.

Sull’uso ‘criminale’ dell’account privato invece che di quello ufficiale il magnate candidato costruì tutto un caso contro la sua rivale Hillary Clinton nella campagna 2016: i suoi fan, ai suoi comizi, scandivano lo slogan ‘Lock her up’, in manette, per quella colpa.

Ora, i capi d’accusa di Melania sono meno pesanti che quelli di Hillary, che con l’account mail privato gestiva affari del Dipartimento di Stato. La sua accusatrice la espone al pubblico ludibrio perché usava la mail privata per organizzare la caccia all’uovo alla Casa Bianca a Pasqua 2017, ma anche per ‘faccende di Stato’ minori: l’insediamento di Donald, dettagli delle visite in Israele e Giappone, il contratto della stessa Wolkoff, che rimase con lei fino all’estate 2017 quando ci fu la rottura.

Da una decina di giorni, l’ex amica è impegnata a distillare i contenuti del suo libro sui media Usa: “Melania and Me: My Years as Confidant, Advisor and Friend to the First Lady” è il titolo dell’ennesimo volume pubblicato da Simon and Schuster destinato a infastidire la ‘prima famiglia’, dopo quelli di John Bolton e di Mary Trump (e in attesa di quello dell’avvocato Michael Cohen).

Parlando di libri, ce n’è uno che tocca Donald: un reporter del New York Times, Michael Schmidt, pone interrogativi su un’improvvisa visita cui il presidente venne sottoposto nel novembre scorso, presso il Walter Reed Medical Center. Il vice di Trump Mike Pence era pronto ad assumere temporaneamente i poteri se il presidente fosse stato sottoposto a un intervento che avesse richiesto un’anestesia. A Washington c’è chi ipotizza che Trump abbia sofferto di una serie di leggeri ictus, citando sue recenti défaillances. Ma il magnate ironizza: “Non io. Magari, un altro candidato”.

Intervistata dalla Abc, la Wolkoff ha detto che l’intera famiglia Trump è corrotta, avvezza alle truffe e all’imbroglio e ha affermato di stare collaborando con gli inquirenti che indagano sui inghippi finanziari legati all’Inauguration Day, quando Trump si insediò alla Casa Bianca.

Melania non ha preso bene ‘Melania and Me’. Dopo essere stata zitta qualche giorno, ha diramato una nota in cui definisce l’autrice “un’insicura” e “una disonesta”, per avere registrato di nascosto loro conversazioni. Nel libro, la first lady viene descritta come una donna lucida, pragmatica e determinata, ma spesso brusca e ruvida con i suoi collaboratori: “A volte, grazie non sembra essere nel suo vocabolario”, scrive la Wolkoff. Non le piace farsi dare ordini o farsi mettere i piedi in testa da chiunque, che si tratti del marito o di Ivanka, nome in codice la ‘principessa’. “Lo sai, lei e Jared sono due serpenti”, avrebbe scritto una volta in un messaggino alla Wolkoff.

Proprio al rapporto – non idilliaco, ma già lo si sapeva – tra la matrigna e la figliastra sono dedicate alcune delle pagine più pungenti: con  l’Operazione Bloccare Ivanka, Melania voleva minimizzare Ivanka nell’Inauguration Day. La Wolkoff ha inoltre registrato le reazioni di Melania, non proprio pacate, alla diffusione nel 2016 di un video in cui Donald utilizzava espressioni sessiste, da lui derubricate a “chiacchiere da spogliatoio”.

Melania, all’inizio della presidenza, rimase nella Trump Tower a New York con il figlio Barron: non voleva trasferirsi alla Casa Bianca prima che fossero stati completamente ristrutturati il bagno e la doccia usati dagli Obama. E in privato avrebbe spesso deriso Michelle, per i suoi abiti di designer rigorosamente americani e per non essere mai andata al confine col Messico come invece fece lei.

Infine, il capitolo del matrimonio: Melania sarebbe tutt’altro che succube di Donald e ama, anzi, raccontare di essere l’unica persona che riesce davvero a calmarlo quand’è furioso, perché lo sa  prendere per il verso giusto: “Io sono diversa da Marla e Ivana – le precedenti mogli -. Io a Donald non metto alcuna pressione e lui con me non si sente mai sotto pressione”. E le presunte relazione extraconiugali? “Non mi stupisco, conosco chi ho sposato”, è la lapidaria risposta

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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