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Usa 2020: convention repubblicana 3, Kenosha e la realtà virtuale

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 27/08/2020

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Joe Biden dice che la convention repubblicana racconta “una realtà alternativa”, in cui “migliaia d’americani non sono morti di coronavirus nell’ultima settimana, milioni di americani non sono stati contagiati o non hanno perso il lavoro, l’economia non ha subito stop, i nostri figli non sono rimasti a casa da scuola”. E quel che sta succedendo a Kenosha in Wisconsin non accade.

La convention pecca magari d’ottimismo (e ha toni persino buonisti, nel discorso della first lady Melania). Ma la campagna di Donald Trump si muove con realismo e punta tutto sull’economia e sugli Stati in bilico, per rimettere in equilibrio una corsa che, al momento, vede Biden avanti.

Politico rivela che America First Action, il maggiore super Pac per la rielezione di Trump, è certo che sia l’economia, e non il timore del contagio o le violenze nelle città, a condizionare le scelte degli elettori alle urne.

Per questo, concluse le convention, la prossima settimana, America First Action diffonderà spot televisivi e online per 18,6 milioni di dollari in quattro Stati in bilico determinanti il 3 novembre, Pennsylvania, Wisconsin, North Carolina e Florida: obiettivo, criticare i programmi di Biden, che non esclude un nuovo lockdown, se il virus dovesse di nuovo dilagare, e convincere gli elettori che non sappia risollevare l’economia.

I sondaggi continuano a dare Biden avanti, in media di 7/8 punti. E un rilevamento Reuter/Ipsos indica che Biden gode della stessa fiducia di Trump sul fronte economico, mentre finora gli era sempre stato dietro.

La scelta degli Stati indica che Trump è sulla difensiva, teso a proteggere il suo territorio: nel 2016, lui lì vinse ovunque e, adesso, teme di perdere; e, forse, dà già per perso il Michigan, dove non sta investendo. Biden accusa Trump di fare lo struzzo e di “mettere la testa sotto la sabbia”, ma deve pure rintuzzare gli attacchi della convention repubblicana, condotti, nella terza giornata, soprattutto dal vice di Trump Mike Pence, che ha parlato dal forte dove nel 1814 vennero composte le parole dell’inno americano, durante un assedio delle forze britanniche.

A Kenosha, nel Wisconsin, dove da lunedì si susseguono le proteste contro la polizia, dopo che agenti hanno gravemente ferito un nero a colpi di pistola alla schiena, ci sono state, l’altra notte, altre due vittime – in tutto, i morti sono tre -, quando la polizia è intervenuta dopo che tafferugli erano scoppiati tra manifestanti e vigilantes a guardia di una stazione di servizio. La madre di Jacob Blake, l’uomo ferito, che rischia di restare paralizzato, invita alla calma e si dissocia dalle violenze.

Domani, dopo i fuochi d’artificio sul Mall di Washington che stanotte chiuderanno la convention, ci sarà una marcia nell’anniversario del discorso di Martin Luther King ‘I Have a dream’, per rilanciare le proteste contro il razzismo e la brutalità della polizia. Ridimensionata dalle misure anti-contagio della sindaca di Washington Muriel Bowser, la marcia è intitolata ‘Get your Knee off our Necks’, togliete il ginocchio dai nostri colli: un riferimento a come fu ucciso a Minneapolis il 25 luglio George Floyd. E ci sarà di sicuro un’eco dei fatti di Kenosha. Trump domani non sarà alla Casa Bianca: farà campagna in New Hampshire.

Desta dubbi un consiglio dato a Biden da Hillary Clinton: “Non concedere in alcun caso la vittoria” a Trump a novembre: “il conteggio dei voti sarà lungo”, a causa del voto per posta. “Non dobbiamo lasciargli neanche un millimetro. Dobbiamo restare concentrati ed essere implacabili come lo è lui”. Finora, era Trump a non escludere di non riconoscere una sconfitta.

 

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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