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Usa: Portland, il sindaco contro i federali di Trump

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 24/07/2020

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Agenti federali con i gas lacrimogeni contro il sindaco di Portland, che contesta proprio la presenza nella sua città di forze inviate da Donald Trump. Portland è la più popolosa città dell’Oregon – oltre 600 mila abitanti, un agglomerato urbano da due milioni e mezzo – ed è traversata da otto settimane da manifestazioni anti-razziste.

Mercoledì sera, Ted Wheeler, democratico, bianco, 58 anni, sindaco dal 2017, un sportivo che si tuffa nel Pacifico a Capodanno e che scalò l’Everest nel 2002, s’era unito alla folla che protestava per l’arrivo in città degli agenti federali.

Per il sindaco, non è stata una serata facile: i manifestanti lo hanno fischiato perché non gradiscono come sta gestendo la presenza dei federali; e commercianti, artigiani e imprenditori lo criticano perché da due mesi non riesce a ristabilire la calma in città.

Trump ha già annunciato che manderà agenti federali anche a Chicago, divenuta la capitale dell’America più violenta, e ad Albuquerque nel New Mexico, oltre che a Kansas City dove sono già arrivati. Ma i sindaci di 15 città gli hanno scritto chiedendogli di ritirare gli agenti da Portland e di non inviarli in altre città a guida democratica. Fra i firmatari, i primi cittadini di Chicago, Atlanta, Los Angeles e Washington Dc.

Per i sindaci, l’intenzione di Trump di inviare agenti federali senza l’assenso delle autorità locali è un “abuso di potere. “Sono tattiche – scrivono i sindaci – che ci aspettiamo da regimi autoritari, non nella nostra democrazia. Il dispiegamento unilaterale di forze para-militari nelle nostre città contrasta con il nostro sistema e con i nostri valori“.

E la sindaca di Washington Muriel Bowser mette a prova la conversione di Trump alla mascherina anyi-coronavirus: da ieri, nella capitale federale è obbligatorio indossarla quando si esce e se si sta in luoghi pubblici chiusi. Trump è stato finora riluttante a metterla, ma s’è recentemente convertito a raccomandarne l’uso. La Bowser, una delle tante potenziali candidate vice-presidente, s’era già scontrata con Trump a giugno, quando la capitale federale era attraversata da proteste anti-razziste e il magnate presidente vi aveva schierato la Guardia Nazionale.

L’obbligo di mascherina a Washington scatta mentre il numero dei contagi da coronavirus negli Usa supera i quattro milioni, secondo i dati della Johns Hopkins University, e il totale delle vittime supera le 143.500 – cifre alle 12.00 sulla East Coast -.

Cattive notizie anche fronte economico: ci sono state 1,4 milioni di richieste di disoccupazione nell’ultima settimana, dopo che da aprile il numero di disoccupati risultava in calo per la ripresa delle attività. L’inversione di tendenza si manifesta proprio allo scadere d’un extra-bonus di 600 dollari la settimana per i disoccupati.

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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