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Il Settimanale 2020 5 – La Fase 2: l’alba del dopo emergenza

Scritto per Il Settimanale 2020 5 - La Fase 2 del 31/05/2020

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Fra pochi giorni, la fase 2 dell’emergenza coronavirus sarà di fatto conclusa: potremo, salvo colpi di scena o passi falsi, sulla via del ritorno alla normalità, riprendere a muoverci senza limitazioni in tutta Italia e, presto, auspicabilmente, in tutta Europa; potremo programmare il rilancio delle nostre attività e anche le vacanze estive, che avranno un sapore e magari anche riti diversi da quelli consueti; e potremo finalmente misurare lo iato tra la realtà e tutti gli stucchevoli discorsi antitetici tra ‘nulla sarà più come prima’ e ‘tutto sarà di nuovo come prima’, tra l’emergenza ci ha reso ‘migliori’ o ‘peggiori’.

Il numero 5 de Il Settimanale 2020 è l’ultimo in cui studentesse e studenti della classe di Agenzie e Nuovi Media del corso di laurea magistrale in Editoria e Scrittura della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza raccontano aspetti e paradossi di questo nostro tempo anomalo e – speriamo – irripetibile, almeno per le nostre generazioni.

Questa volta, scopriamo che la violenza domestica non è andata in quarantena, anzi è stata persino peggiore quando ci è andata, e che la disoccupazione giovanile resta un dramma italiano, mentre gli Stati Uniti non riescono a estirpare il razzismo e le sue oscure radici. Ma segnali di ottimismo vengono dalla riapertura ricca di premesse e di promesse dei Musei Vaticani e dalla ripresa del campionato di calcio, che lascia però in panchina chi gioca al calcio per passione, mentre Carolina Venosi racconta il successo contagioso di ‘Rome is more‘.

L’anno accademico 2019-’20 è stato segnato, come ogni altro aspetto della nostra vita, dall’emergenza pandemia: studenti e docenti hanno dovuto abbandonare aule e istituti e imparare meccanismi e dinamiche delle lezioni ‘a remoto’, i soliti riti sono stati sostituiti da nuove liturgie. Tutto è accaduto molto in fretta: gli allarmi di gennaio, la percezione che il virus era fra noi a febbraio, il confinamento e il mantra dell’#iorestoacasa a marzo e ad aprile, la Fase 2 a maggio e almeno fino a giugno.

Proprio la Fase 2, che inizia il 4 maggio, con modalità di progressivo ritorno a una nuova normalità in gran parte ancora da scoprire e da definire, è stata il filo conduttore dell’edizione 2020 de Il Settimanale che ragazze e ragazzi, organizzati in redazioni, hanno prodotto per tutto maggio.

Ogni numero s’è articolato in sei sezioni: cronaca, economia, esteri, cultura/spettacolo, sport/tempo libero, l’intervista. Argomenti, contenuti e modalità di trattamento sono decisi in autonomia dalle singole redazioni.

Il Settimanale è un esercizio didattico, ma vuole pure essere una palestra pre-professionale e riesce talora a offrire spunti informativi sugli eventi trattati o letture originali sui temi affrontati. Non c’è pretesa di completezza, ma c’è desiderio di precisione, cura, attenzione e ansia di migliorare, settimana dopo settimana.

Esercitazioni analoghe erano state condotte negli anni accademici 2017/’18 e 2018/’19.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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