Home Usa Minneapolis: dilagano le proteste, vittime a Detroit e Oakland

Minneapolis: dilagano le proteste, vittime a Detroit e Oakland

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 31/05/2020

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La mappa delle vittime di proteste e violenze che punteggiano l’America, dopo la morte di un nero a Minneapolis ad opera della polizia, continua a infittirsi di omicidi, sparatorie, vandalismi. L’altra notte, un agente è stato ucciso e un altro è stato ferito da colpi di arma da fuoco a Oakland, California. A Detroit, Michigan, un ragazzo di 19 anni è stato ucciso da spari provenienti da un Suv e indirizzati contro una folla di persone che manifestavano. Ad Atlanta, città di Martin Luther King, il capo della polizia, una bianca, Erika Shields, ha arginato la protesta, dialogando con la folla.

Nella scia della morte di George Floyd, il nero il video della cui agonia ha indignato tutto il Mondo, non brucia solo il Minnesota, ma tutta l’America: può essere l’annuncio di un’altra ‘estate calda’ razziale, in vista del voto presidenziale del 3 novembre. Lo slogan resta #Blacklivesmatter, ‘le vite dei neri contano’.

Dalla Casa Bianca, rimasta brevemente in lockdown venerdì sera, quando centinaia di manifestanti si sono radunati a Lafayette Square, prima di muove in corteo verso il Campidoglio, il presidente Donald Trump alimenta la tensione con tweet incendiari: “Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey non sarà mai scambiato per i generali McArthur o Patton… Come mai tutti questi posti che si difendono così male sono governati da democratici liberal? Siate duri e combattete (e arrestate i cattivi). Forza!”.

Patton combattè i nazisti in Europa, McArthur i giapponesi nel Pacifico. Qui ci sono cittadini afro-americani furiosi perché uno di loro è stato ucciso. Neri della cultura, dello spettacolo, dello sport, si mobilitano: la popstar Taylor Swift dice a Trump “Ti manderemo a casa a novembre”; la tennista Coci Gauff posta “Sono io il prossimo?”. James McKennie, giocatore di colore dello Schalke04, scende in campo in Bundesliga con una lascritta al braccio “Giustizia per George Floyd”.

Trump dà ordine all’Esercito di tenere unità di polizia militare pronte a essere impiegate. Il ricorso ai militari sarebbe un’escalation eccezionale nelle risposta delle autorità federali a tensioni razziali.

Per placare gli animi, a Minneapolis, Derek Chauvin, 44 anni, l’‘agente killer’, quello che nel video preme sul collo di Floyd, 46 anni, è stato arrestato – con i tre suoi colleghi, era stato già licenziato -. L’Fbi indaga: l’autopsia ha per ora escluso che George sia morto per asfissia e/o strangolamento. Chauvin rischia una condanna a 30 anni e la sua cauzione è stata fissata a 500 mila dollari. Una carriera non ‘pulita’, l’agente, in servizio da 20 anni, aveva già ucciso un sospetto, partecipato a una sparatoria letale e ricevuto 18 lamentele – due sfociate in sanzioni disciplinari -. La moglie Kellie, di origini laotiane, una ex reginetta di bellezza del Minnesota, lo ha lasciato.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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