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Usa 2020: Trump vs Twitter che osa etichettarlo ‘fact checking’

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 28/05/2020

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Il match Trump vs Twitter va in scena su Twitter per tutta la giornata. E, possiamo scommetterci, proseguirà per tutta la campagna elettorale di Usa 2020, che abbandona di colpo i lugubri scenari della pandemia e s’anima di cinguettii. Non che il magnate presidente li avesse mai fatti mancare, ché di Twitter e di tweet è bulimico – al punto che il suo staff tenta talora di smorzarne il flusso -; ma questa volta non è un assolo, c’è il contrappunto e pure l’accompagnamento del coro.

Succede che Twitter osa correggere, per la prima volta, Donald Trump. E lui, TheDonald, s’infuria, sostenendo che il social network interferisce nella campagna elettorale. Ci sarebbe molto altro di cui rendere la giornata storica: per esempio, il lancio, da Cape Canaveral, di Crew Dragon, la navetta della Space X di Elon Musk che, per la prima volta dal pensionamento delle Space Shuttle nel 2011, porta in orbita astronauti Usa dal suolo Usa con un razzo Usa – Trump vi assiste, con la first lady Melania e il suo vice Mike Pence -.

Invece, si parla solo di questo, o quasi. Twitter agisce poche ore dopo che il New York Times s’era chiesto se il social network avrebbe prima o poi imposto un limite a Trump, “ben noto per superare i confini di quello che è normalmente considerato un comportamento politico accettabile”. I liberal più ottimisti pensano che il magnate stia creandosi un alibi in caso di sconfitta elettorale – battuto dalla ‘cospirazione’ dei social network -; i più pessimisti, invece, pensano che stia mettendo le basi per un nuovo successo: forte dei suoi 80 milioni di follower, il magnate usa Twitter come strumento di propaganda, megafono degli annunci e arma contro i nemici.

Incurante come sempre delle contraddizioni, Trump prima lamenta che la sua libertà d’espressione sia stata conculcata – il che non è vero: Twitter non lo oscura, ma nota che una sua affermazione è fattualmente sbagliata -; poi, in barba alla libertà d’espressione, minaccia di chiudere i social, perché “le piattaforme dei social mettono completamente a tacere le voci dei conservatori”. “Faremo dei regolamenti oppure li chiuderemo, perché non possiamo permettere che questo accada. Abbiamo visto cosa hanno cercato di fare, e non è riuscito loro, nel 2016. Non possiamo permettere che ciò accada di nuovo, in maniera più sofisticata … Come non possiamo permettere che elezioni per posta mettano radici nel Paese”.

I ‘cinguettii’ di Trump corretti denunciavano un rischio di frode elettorale, dopo che il governatore della California Gavin Newsom ha allargato, causa coronavirus, le possibilità di votare per posta: due post del magnate presidente sono stati evidenziati con l’etichetta “get the facts”, verifica i fatti, accompagnato da un link in cui si dice che le affermazioni sono prive di fondamento, secondo Cnn, Washington Post e altri media.

Negli ultimi giorni, Trump ha ripetutamente twittato contro il voto per posta, accusando California, Michigan e altri Stati di consentire frodi elettorali incoraggiando, causa pandemia, il voto per posta che sarebbe “sostanzialmente fraudolento”. Un portavoce di Twitter ha detto che i tweet di Trump “contengono informazioni potenzialmente fuorvianti e sono stati segnalati per fornire ai lettori informazioni addizionali”. Trump e i repubblicani temono che il voto per posta li danneggi.

La reazione di Trump alla mossa di Twitter non s’è fatta attendere, ovviamente con un tweet: “Twitter sta interferendo nelle elezioni presidenziali 2020. Stanno dicendo che la mia dichiarazione sul voto per posta, che porterà a una massiccia corruzione e alla frode, non è corretta, basandosi sulle Fake News Cnn e Washington Post … Twitter sta totalmente sopprimendo la libertà di parola ed io, come presidente, non consentirò che ciò accada!”. E’ un crescendo di post e di toni: “Twitter ha dimostrato che tutto quello che abbiamo detto su di loro (e gli altri loro compatrioti) è corretto. Seguiranno grandi provvedimenti!”.

Di sicuro, la campagna, già incattivitasi nel lungo week–end del Memorial Day, s’infiamma. Trump torna a richiamare l’Obamagate, la sua versione del Russiagate: “Al confronto, il Watergate erano ‘small potatoes’”, scrive tutto in maiuscolo; è stato “il più grande scandalo politico, criminale e sovversivo nella storia Usa”, di cui solo lui s’è accorto ed è al corrente). Il suo rivale Joe Biden dice che chi – come Trump, ndr – non mette la mascherina “è un idiota, un idiota totale”.

La polemica ha pure echi in Borsa: Twitter apre in calo a Wall Street, meno 1.5%. E Trump gioisce delle difficoltà di un altro media suo nemico, The Atlantic, il magazine di cui è principale azionista Laurene Powell Jobs, la vedova di Steve Jobs: “Una grande notizia. Il noioso … The Atlantic sta fallendo ed ha appena annunciato il taglio di almeno il 20% del suo staff. E’ un momento difficile per l’industria delle Fake News”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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