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Il Settimanale 2020 4 – La Fase 2: Pietro Turano tra Netflix e attivismo

Scritto per Il Settimanale 2020 4 - La Fase 2 del 24/05/2020

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Pietro Turano è un giovane attore romano, noto per il ruolo di Filippo Sava in SKAM Italia, serie di grande successo tra i ragazzi. Ma Pietro non è solamente un attore: “Mi definisco un attore-attivista, sono due aspetti della mia vita inscindibili fra loro”. Oltre a far parte dello staff del Gay Center, è anche vice-presidente Arcigay Roma e consigliere nazionale di Arcigay.

Vi aspettavate questo grande successo di SKAM nonostante la pandemia?
Turano –
Nonostante l’emergenza, i contenuti su piattaforme digitali hanno retto bene: tra questi c’è anche SKAM, che si trova, tra l’altro, sia su Netflix che su Tim Vision. Credo molto in questo progetto, è un successo meritato per qualità e valori trasmessi. Sono comunque rimasto sorpreso dall’ondata di feedback positivi ricevuti non solo dal pubblico, ma anche da stampa e critica. Posso dirmi molto soddisfatto.

Ti rivedi nel tuo personaggio?
Turano
– Lo amo molto e ci sono legato. Ho un buon rapporto con il regista, mi coinvolge tanto nel lavoro di costruzione del personaggio. Filippo non si vede spesso in questa stagione, ma mi piace il ruolo che ha nella storia: a volte fa da punto di snodo, molte situazioni si sciolgono ‘in casa mia’. È un porto sicuro, una safe place per i protagonisti, dove cercare supporto e consiglio.

Sappiamo che, invece, l’ambiente della recitazione ha risentito dell’emergenza Covid-19. Sono saltati tuoi progetti di questo periodo?
Turano
– Per lo più in ambito teatrale, un altro settore dello spettacolo completamente bloccato, come tutto ciò che riguarda la rappresentazione dal vivo e con un pubblico. La stagione comprendeva tour anche fuori dall’Italia, ma ora come ora non si sa bene che cosa accadrà. C’è molta preoccupazione, non ci sono misure di sostegno adeguate. Il mondo dello spettacolo sta soffrendo molto quest’emergenza, si spera di poter capire meglio come si evolverà la situazione, soprattutto per la riapertura di teatri e cinema: non tutti possono garantire la distanza di sicurezza senza perdite. C’è una nuvola di mistero, l’augurio è che i finanziamenti promessi siano sufficienti.

Cosa dovevi portare in scena?
Turano –
Atto di adorazione, di Dante Antonelli, con destinazione Parigi a maggio, Toscana e poi di nuovo Roma, a Villa Medici. Questi erano gli appuntamenti più importanti, Parigi era il nostro obiettivo principale.

Oltre ad attore, sei anche attivista del Gay Center. Come vi siete mossi in questo periodo?
Turano
– Le attività ‘in presenza’ di socializzazione e di supporto sono state interrotte: i vari gruppi, le consulenze, gli incontri con gli psicologi, cose che la nostra sede offre a chi ne ha bisogno. Nonostante questo, i servizi di Gay Help Line e Chat Speakly sono rimasti attivi da remoto per garantire un punto di riferimento, dato il periodo ancora più difficile per chi vive situazioni già di per sé complesse. Il nostro lavoro è continuato anche con la pubblicazione di nuovi report rispetto alle indagini degli ultimi mesi.

Avete organizzato qualcosa in occasione del 17 maggio?
Turano –
Per la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia sono stati trasmessi dati riguardanti 1500 studenti su come vengono percepite l’omofobia e la comunità Lgbt+. Da una ricerca su com’è stato vivere in quarantena sono emerse situazioni difficili in famiglia, condizioni di solitudine, mancanza di reti di supporto. Molti cercano appoggio al di fuori di casa propria, soprattutto i più giovani. Ci sono stati anche casi di alcune persone trans che hanno riscontrato problemi nel potere continuare le proprie terapie.

È stato cercato un dialogo con il governo?
Turano
– Questo momento ha pesato sulle fasce più deboli. A questo proposito, con la Fase 2, abbiamo chiesto alle istituzioni di non cadere nella discriminazione, soprattutto per il rischio, con l’ambiguo termine ‘congiunto’, di ledere la privacy di alcuni soggetti. Abbiamo cercato di raccogliere le varie segnalazioni, oltre a spingere per l’approvazione della legge contro l’omotransfobia, che sembra si discuterà a luglio nonostante le varie posticipazioni.

La redazione Dintorni, composta da Loredana Apostol, Beatrice Cupitò, Michele Cerrotta, Alessandra Flamini, Francesca Lequaglie

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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