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Il Settimanale 2020 1 – La Fase 2, Primo Maggio, la musica non si ferma

Scritto per Il Settimanale 2020 1 - La Fase 2 lo 02/05/2020

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L’arte in ogni sua forma trae linfa da quello che ci circonda e in particolare la musica si nutre del calore umano degli spettatori: difficile in un momento storico dove la parola d’ordine è social distancing.  La nostra vita è stata messa in pausa, ma la nostra voglia di festeggiare, cantare, no.

Il Concertone cambia forma
C’è stato anche quest’anno il rito del più grande concerto d’Italia, non è stato sospeso ma ha assunto una forma nuova: per la prima volta il Concertone di Roma del Primo Maggio non si è tenuto in Piazza San Giovanni, ma si è spostato presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.

Diversi teatri e locali sparsi nella penisola erano collegati in diretta con il Teatro delle Vittorie della capitale, dove il programma è stato condotto. Il grande evento musicale ha unito più che mai tutti gli italiani da Nord a Sud, grazie al collegamento dalle 20 alle 24 su Rai 3 e in contemporanea su Radio 2 con le voci di Ema Stokholma e Gino Cataldo.

I Sindacati Cgil, Cisl e Uil, che dal 1990 organizzano la manifestazione, e la società promotrice iCompany hanno optato per una soluzione che rispetta le norme di sicurezza dell’emergenza coronavirus, ma che allo stesso tempo onora una festa così cara al nostro immaginario collettivo. Non a caso, in questa situazione di incertezza, dove alla crisi sanitaria segue una non inferiore crisi economica, i sindacati hanno deciso di chiamare l’edizione Il lavoro in Sicurezza: per costruire il Futuro. La festa del Primo Maggio nasce per ricordare le battaglie dei lavoratori per le conquiste su diritti e sicurezza sui luoghi di lavoro: oggi garantire la sicurezza e il sostegno dei lavoratori è la chiave per mettere in moto il nostro Paese.

Numerosi gli artisti che si sono esibiti, tra cui big della musica come Vasco Rossi, Zucchero, Gianna Nannini, e poi anche Edoardo e Eugenio Bennato, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Francesco Gabbani, Le Vibrazioni, Alex Britti, Lo Stato Sociale, Irene Grandi, Francesca Michielin, Niccolò Fabi, Noemi  e molti altri. Alla vigilia, il ceo di iCompany Massimo Bonelli spiegava che “molte esibizioni saranno di giorno, all’aperto, ma il concerto si fa soprattutto di sera, le luci e gli schermi fanno tanto per lo show. Dall’audio alla scenografia, alle luci, ogni performance live del Primo Maggio 2020 sarà curata nei dettagli, ma sempre realizzata rispettando le vigenti norme per la sicurezza di ognuno degli attori che darà il suo contributo per realizzare questo grande evento nazionale”.

#seiconnoi?
Gran parte degli artisti che prenderanno parte allo spettacolo si sono uniti alla voce di Tiziano Ferro che per primo ha denunciato in diretta a Che Tempo che fa l’assenza di risposte da parte del governo a fronte di 500 mila lavoratori del settore che non sanno quando e come ripartire: “Anche noi adesso ci meritiamo un minimo di attenzione e di riconoscimento, come tutti gli ambienti lavorativi. In questo momento abbiamo bisogno di una risposta”. Tra i cantanti a sostenere la posizione di Ferro, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Ligabue, Francesca Michielin, ma anche attori come Lucia Mascino, Anna Foglietta, Ambra Angiolini, Leonardo Pieraccioni e molti altri.

L’appello, nel segno di #seiconoi “perché nessuna voce resti inascoltata”, grazie alla forte eco dei social è diventato virale: “Leggiamo ovunque iniziative e proposte che consentiranno una graduale, difficile ripresa delle attività produttive e commerciali. Ma non leggiamo mai cosa accadrà ai lavoratori del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento. Noi artisti,  che condividiamo con loro una parte fondamentale della nostra vita, e che conosciamo a fondo le difficoltà che stanno attraversando, ci chiediamo:come potranno reggere ad un’emergenza che diventa sempre più lunga? … Per questo attendiamo e ci auguriamo che a tutti i lavoratori del settore, per tutta la fase dell’emergenza venga assicurato un trattamento economico e previdenziale dignitoso”.

Che la rinascita che tutti aspettiamo possa passare dall’arte, ma permettiamo a questo settore, apparentemente dimenticato, di ripartire, perché una volta usciti ci sarà bisogno di colore, musica, passione. Di vivere e non di sopravvivere.

Redazione SixPress, Giusy Foschino, Giovanna Galletta, Carlotta Gentile, Viviana Pungì, Alessia Penna e Francesca Ranieri

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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