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Coronavirus: Usa, Trump e i conflitti sull’idrossiclorochina

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 24/04/2020

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Chi tocca l’idrossiclorochina muore: in senso proprio, come è successo ad almeno un paziente che s’era curato ‘fai-da-te’ seguendo le indicazioni del ‘guaritore-in-capo’; e in senso figurato, com’è accaduto al dottor Rick Bright, che guidava il dipartimento del Ministero della Salute preposto a sviluppare il vaccino contro il coronavirus.

Il dottor Bright ha raccontato al New York Times di essere stato rimosso dopo essersi opposto, perplessità scientifiche alla mano, alla promozione del trattamento caldeggiato da Donald Trump, che ha a più riprese vantato l’efficacia contro il virus del trattamento anti-malarico, spesso associato all’antibiotico azitromicina – un mix che può risultare tossico -.

“Faccio sentire la mia voce – spiega Bright – perché la lotta a questo nemico mortale deve essere guidata dalla scienza e non dalla politica o dal clientelismo”: il dottore non è a priori contro l’idrossiclorochina, ma insiste sulla necessità di una preliminare rigorosa valutazione scientifica. Trump in conferenza stampa taglia corto: “Bright? Non ne ho mai sentito parlare”.

Persino i conduttori della Fox, tv all news molto sensibile alle priorità del presidente, hanno smesso di vantare i meriti del medicinale, la cui efficacia è stata ripetutamente messa in dubbio dagli esperti e dietro la cui promozione il New York Times sospetta vi sia un conflitto d’interessi. Il Plaquenil, versione commerciale dell’idrossiclorochina, è prodotto dalla Sanofi, fra i cui maggiori azionisti c’è la Fisher Asset Management, società d’investimento gestita da Ken Fisher, un importante donatore del partito repubblicano e dello stesso presidente.

Un altro investitore di Sanofi è Invesco, fondo già gestito da Wilbur Ross, segretario al Commercio di Trump. Ross dice di non sapere che Invesco avesse interessi in aziende che producono il farmaco e di “non essere in alcun modo coinvolto nella decisione di esplorare l’anti-malarico come cura” per il virus.

Dall’anno scorso, i tre trust della famiglia Trump hanno investimenti nel fondo Dodge&Cox, la cui maggiore partecipazione è proprio nella Sanofi. Il portavoce di Sanofi, Ashleigh Koss, ha precisato che la società non distribuisce più il Plaquenil negli Usa, ma continua a venderlo altrove nel Mondo.

Trump vede nell’anti-malarico un “punto di svolta” nel trattamento del coronavirus. Anthony Fauci, il ‘virologo in capo’, invita invece alla prudenza, perché l’efficacia non ne è dimostrata.

La polemica su Bright e l’idrossiclorochina segna una giornata in cui il numero di americani che hanno chiesto sussidi di disoccupazione nelle ultime cinque settimane è salito a 26, 5 milioni – ad aprile, il tasso di disoccupazione potrebbe salire al 15/20% -, mentre le previsioni economiche sono concordi: la contrazione del Pil nel 2020 sarà dell’ordine del 6%.

Sul fronte del coronavirus, i decessi negli Usa superano i 47 mila, i contagi superano gli 845 mila, stando ai dati della Johns Hopkins University. Per una volta, Trump e Fauci sono allineati contro Brian Kemp, il governatore repubblicano della Georgia che vuole ‘riaprire’ da oggi lo Stato. “Se certe attività riprendono troppo presto, c’è il pericolo di un rimbalzo”, ammonisce il virologo.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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