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Coronavirus: Usa, Trump Organization vs Trump

Scritto per Il Fattio Quotidiano del 23/04/2020

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Trump il magnate chiede sussidi al presidente Trump: succede anche questo, nell’America ai tempi del coronavirus. La Trump Organization, di proprietà del presidente, ma gestita dal figlio Eric, chiede una dilazione del pagamento degli affitti che il Trump Hotel di Washington, ora vuoto causa epidemia, deve al governo federale: 268 mila dollari al mese, oltre tre milioni di dollari l’anno.

Ad accettare o meno la richiesta dovrà ora essere la General Services Administration (Gsa) dell’Amministrazione Trump: c’è puzza di conflitto di interessi. La Trump Organization sollecita aiuti pari a quelli garantiti ad altri affittuari federali, scrive il NYT. “Trattateci allo stesso modo: qualunque cosa sia, va bene”, chiarisce Eric in un comunicato.

Negli Stati Uniti, i morti per coronavirus martedì sono stati 2.700 circa: il totale delle vittime ha ormai superato i 44 mila, i positivi sono oltre 825 mila – dati della Johns Hopkins University -. Secondo il Cdc di Atlanta, il Center for Disease Control and Prevention, un’ondata di contagi autunnale potrebbe rivelarsi più letale della attuale perché si sommerebbe alla stagione dell’influenza: lo afferma Robert Redfield, direttore del Cdc, in un’intervista al Washington Post. E le autorità sanitarie sconsigliano di utilizzare il mix di farmaci ‘propagandato’ da Trump, l’anti-malarico idrossiclorochina e l’antibiotico azitromicina, che insieme potrebbero risultare tossici.

Nello Stato di New York , l’emergenza è in “leggero calo”: lo dice il governatore Andrew Cuomo, che ieri è stato alla Casa Bianca (“un incontro fruttuoso” con Trump, dopo tante polemiche).

Nel frattempo, il presidente ha decretato il blocco temporaneo per 60 giorni dell’immigrazione, che – sostiene – aiuterà gli americani a trovare un lavoro: “Non sarebbe giusto”, se i pochi posti disponibili nella crisi andassero ad altri. Venti Stati su 50 stanno per riavviare l’attività economica; il Dipartimento della Giustizia minaccia cause agli Stati per eccesso di lockdown; e il Missouri si rivale sulla Cina per i danni umani ed economici causati dal coronavirus (“un’assurdità”, commenta Pechino).

La data dei primi decessi per coronavirus negli Stati Uniti è stata anticipata di tre settimane: è stato infatti accertato che due persone morte il 6 e il 17 febbraio nella contea di Santa Clara in California avevano contratto il Covid-19, anche se allora non era stato loro diagnosticato. Finora, si pensava che i primi decessi fossero avvenuti a partire dal 26 febbraio nello Stato di Washington, a Kirkland, un sobborgo di Seattle. Le nuove risultanze aggravano la percezione dei ritardi dell’Amministrazione nel contrare l’epidemia.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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