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Coronavirus: Usa, Trump taglia fondi Oms e fa l’unanimità (contro)

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 16/04/2020

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Donald Trump ha azzeccato una di quelle mosse che fanno l’unanimità: contro. Il taglio dei fondi degli Usa all’Oms gli vale una valanga di critiche, a partire dal commento di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Uniti: “Non è proprio il momento di ridurre le risorse dell’Oms”, nel pieno della pandemia da coronavirus. Critiche arrivano da Mosca e da Pechino, da Bruxelles e da Parigi e Berlino

L’Organizzazione mondiale della sanità, un’Agenzia dell’Onu con sede a Ginevra, è colpevole, secondo Trump, d’avere insabbiato la diffusione del coronavirus, d’avere commesso errori costati vite umane e, soprattutto, di tenere bordone alla Cina nelle dispute con Washington.

Nella giornata di martedì 14 aprile, i morti da coronavirus nell’Unione sono tornati a essere oltre duemila – 2.228 -, i deceduti sono oltre 27 mila e i contagi hanno superato quota 610 mila, su un totale mondiale di oltre due milioni, secondo i dati della Johns Hopkins University. Trump, ora, dice di sperare che i morti, a conti fatti, siano meno di cento mila

Gli Usa sono il principale contribuente dell’Oms: ne coprono circa il 15% dei costi, meno di quanto asserisce Trump, che ha l’esagerazione facile. Si tratta, comunque, di 893 milioni di dollari tra fondi pubblici e privati, stando ai dati sul sito dell’Organizzazione, riferiti al biennio 2018-’19. La Cina sta molto più giù nell’elenco dei donatori, con circa 85 milioni di dollari. Il contributo dell’Italia è stato di 59,4 milioni.

La mossa di Trump anti-Oms e la guerra ai governatori sulla rimessa in moto dell’Unione, che non avverrà prima di maggio, suonano la fine della ricreazione per i democratici, che, ricompattatisi dietro Joe Biden, loro candidato alla Casa Bianca, tornano ad attaccare il presidente. Nancy Pelosi, la speaker della Camera, scrive ai deputati che l’”incompetente reazione” di Trump all’epidemia “è un disastro e mette a rischio le vite degli americani. E’ un leader debole, scarso, che non si assume responsabilità e che scarica le colpe” sugli altri.

Dopo gli endorsement a Biden di Sanders lunedì e di Obama martedì, l’unificazione dei democratici dietro l’ex vice-presidente si completa con l’endorsement di Elizabeth Warren, che in un tweet dice d’essere “orgogliosa” di appoggiare Biden, lodandone empatia, esperienza, integrità e competenza. “Non possiamo lasciare che Trump continui a mettere in pericolo le vite e i mezzi di sostentamento di tutti gli americani”, scrive. Il presidente fa sapere che è stufo di vedere in tv vecchie partite e che vuole che lo sport riapra.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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