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Coronavirus: mondo a un passo da pandemia, test e paure

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 28/02/2020

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Coronavirus: che succede in Gran Bretagna, Francia, Germania, Usa, Cina, Giappone e Corea, contributo a un servizio collettivo globale con Uski Audino, Luana De Micco, Virginia Della Sala e Sabrina Provenzani

Lead comune – “Un potenziale pandemico”: il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha mostrato giovedì 27 febbraio ai media il bastone e la carota, ha detto che “la diffusione in Iran, Italia e Corea del Sud mostra di cosa è capace il virus” e poi ha rilevato che, comunque, “può essere contenuto”. Una lettura sostenuta dall’eterogeneità […]

Stati Uniti – Restrittivi – troppo, almeno per i medici della California – i criteri dei controlli anti – coronavirus degli Usa. Un paziente che non rientrava nei parametri federali non è stato sottoposto al test per giorni, nonostante i dottori sospettassero il contagio fin dal suo ricovero al Davis Medical Center della University of California e avessero subito chiesto di effettuare gli esami. Il paziente era stato trasferito da un altro ospedale del Nord della California ed era giunto già ‘ventilato’.

Secondo il Cdc, il Centro di Atlanta per il controllo e la prevenzione delle malattie, il paziente, che è poi risultato positivo, sarebbe la prima persona infettata negli Usa senza provenire dall’Asia: potrebbe avere contratto il virus da un viaggiatore già infettato, oppure – e sarebbe più allarmante – da altri membri della sua comunità.

Fino a ieri, il Cdc ha limitato i test ai pazienti che sono stati di recente in Cina o che hanno avuto contatti con persone sicuramente infette. Non è chiaro se i criteri saranno ora modificati dopo l’annuncio di misure di prevenzione fatto da Trump, che ha nominato il suo vice Pence ‘zar’ anti – contagio. Gli scienziati che denunciano i rischi del contagio sono oggetto di attacchi online.

I timori di diffusione del virus condizionano da una settimana economia e finanza e sono pure stati affrontati nel dibattito di martedì 25 febbraio fra gli aspiranti alla nomination democratica. Wall Street non crede all’efficacia della strategia di contenimento di Trump e continua a chiudere ìn rosso.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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