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Il Ducato - Pos

Babbo Natale, portagli un pos, al mio negoziante, al mio edicolante, al mio barista, alla biglietteria dell’autobus: è una riga della letterina di Natale degli urbinati. Babbo Natale, fai che le banche riducano le commesse: è una riga della letterina di Natale dei commercianti e degli esercenti. Non siamo, purtroppo, riusciti a carpire una riga della letterina di Natale delle banche, che forse non ne scrivono.

L’inchiesta de il Ducato certifica una realtà di cui chiunque viva a Urbino è conscio: la difficoltà, più o meno marcata, a seconda dei settori e dei contesti, di utilizzare mezzi di pagamento elettronici, cioè di non pagare con il contante. La riduzione della circolazione del contante e la sua sostituzione con carte (di debito e/o di credito) è uno degli indici del grado di modernità di un Paese e anche della sua efficacia e della sua determinazione nella lotta contro il nero e l’evasione fiscale.

Da questo punto di vista, Urbino non è un’isola felice, nella mappa dell’Italia; e non è un buco nero. Dietro la riluttanza di commercianti, ma non solo, verso la moneta elettronica, e i pos, ci sono motivi reali, a partire dall’impatto delle commesse – senza un intervento normativo, è un po’ un gatto che si morde la coda: più si usano le carte, meno costano; ma non le si usa tanto, perché costano troppo -. Dietro la riluttanza dei consumatori – perché c’è anche quella -, c’è un timore, sostanzialmente infondato, d’una potenziale sottrazione di dati sensibili: c’è più rischio in un post su Facebook che nella strisciata di una carta in un pos.

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Danke!, Peter: il 2020 di Urbino sarà anche nel tuo segno

Se ve va con una promessa: “Tornerò e avrò sempre nel cuore Urbino e la sua gente”. Ma chissà se Urbino e la sua gente hanno mai avuto davvero nel cuore questo direttore austriaco del Palazzo Ducale di Urbino e della Galleria Nazionale delle Marche sentito sempre come ‘straniero’, soprattutto dalle Istituzioni che avrebbero dovuto collaborare con lui (e con cui lui doveva collaborare).

Eppure, i risultati, in quattro anni, non sono mancati, nonostante difficoltà oggettive – il terremoto, che frenò il flusso di visitatori nelle Marche – e fibrillazioni politiche – i cambi d’indirizzo a Roma possono scivolare addosso a funzionari italiani, che ci sono avvezzi, ma sono più difficili da vivere da chi non ha bisogno di trasformare la normalità in emergenza per dare il meglio di sé -.

Il record di visitatori del 2019, con la soglia di 250 mila già superata – rispetto a due anni fa, ci sarà un incremento di circa il 30% -, non è un merito solo del direttore della Galleria Nazionale, ma è sicuramente un merito anche del direttore.

Peter Aufreiter ha saputo tradurre in risultati concreti il potenziale dell’anniversario di Raffaello, il 500° dalla morte, che è stato, è e continuerà a essere per tutto il 2020 un traino forte, per Urbino e per le Marche – non è sicuramente estranea ad esso la decisione della Lonely Planet di fare della Regione uno degli obiettivi turistici principali 2020 -.

Danke!, dunque, Peter. E Buon Lavoro a Mario Pierini, che ne assume ad interim il ruolo.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+