Home Usa Usa: sparatorie, i fedeli del Texas meglio dei vigilantes

Usa: sparatorie, i fedeli del Texas meglio dei vigilantes

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 31/12/2019

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Quando, dopo la strage nel liceo di Parkland in Florida – 17 morti, febbraio 2018 –, Donald Trump propose di armare gli insegnanti e i bidelli, piuttosto che limitare la vendita delle armi, l’idea parve ai più folle, a cominciare proprio dagli insegnanti e dai bidelli. Ma i fedeli della West Freeway Church of Christ di White Settlement, a pochi chilometri da Fort Worth, in Texas, hanno ascoltato e raccolto l’invito del loro presidente: domenica, uno di loro ha freddato, da una dozzina di metri, l’uomo che s’era messo a sparare al momento della comunione; e almeno due, oltre a un vigilante, hanno reagito al fuoco con la pistola che – non si sa mai – s’erano portati pure in chiesa.

E’ vero che lì siamo in Texas, dove molti la pistola se la levano solo per andare a dormire (e magari la mettono sotto il cuscino, proprio perché ‘non si sa mai’).

Fanno discutere le dinamiche della domenica di sangue americana, l’attacco di Hannukah a Monsey, una cinquantina di chilometri da New York, dove l’impronta anti-semita è stemperata dalle vittime – l’assalitore con il machete, un nero, è loro noto come malato di mente –, e la sparatoria in chiesa nel Texas. Che si tratti o meno di anti-semitismo e/o di forme di terrorismo domestico, gli episodi stingono sulla campagna per Usa 2020, con lo strascico delle polemiche ricorrenti sulle armi facili.

Dalla Casa Bianca delle ‘vacanze d’inverno’ in Florida, il presidente Donald Trump tuona, anzi twitta, tolleranza zero per l’antisemitismo; il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo e il sindaco della città Bill De Blasio denunciano il ripetersi di atti di antisemitismo, addirittura 13 nelle ultime settimane.

A Monsey, un uomo armato di machete è entrato nella casa di un rabbino e ha seminato il panico durante le celebrazioni della fine della Festa delle Luci. Ci sono stati cinque feriti, tutti ebrei. L’uomo è stato immobilizzato e arrestato.

Il bilancio delle vittime della sparatoria nella chiesa di White Settlement è salito a tre: due fedeli – uno è deceduto in ospedale, dopo essere rimasto per qualche ora tra la vita e la morte – e l’assalitore, del quale ancora si ignora il movente, se terroristico o personale.

L’attacco di Hannukah richiama alla memoria quanto avvenuto a Pittsburgh nell’ottobre del 2018, quando ci fu una strage in una sinagoga, con 11 morti. Le sparatorie in chiesa sono invece ricorrenti e hanno talvolta matrici personali, non terroristiche: ve ne sono state, ben più letali, in una chiesa nell’Illinois nel 2009, in un tempio Sikh nel Wisconsin nel 2012 e, soprattutto, nella Emanuel African Methodist Episcopal Church di Charleston, dove, nel giugno 2015, un suprematista bianco uccise nove neri.

L’incursione è avvenuta mentre la messa veniva trasmessa in live streaming sul canale YouTube della chiesa. Il video dell’accaduto, poi rimosso, mostra un uomo con indosso un grande cappotto estrarre un’arma e sparare due o tre volte, prima di essere colpito a sua volta e stramazzare. C’è panico fra i presenti: chi cerca di mettersi al riparo e chi, incurante del pericolo, s’avventa contro l’aggressore agitando le armi.

Secondo i racconti l’uomo è entrato in chiesa solo al momento della comunione e ha subito fatto fuoco, senza proclami. Per il Texas è l’ennesima sparatoria, che va ad allungare la scia di sangue nello Stato teatro negli ultimi mesi di varie stragi: l’episodio recente più grave in estate, 22 vittime in un Walmart di El Paso, città al confine con il Messico dove c’è un centro detenzione migranti.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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