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Usa: impeachment, due Americhe pro e contro Trump

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 21/12/2019

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Da democratico non posso che essere contento della procedura di impeachment avviata contro Donald Trump, dopo che la Camera ha riconosciuto due capi d’accusa: abuso di potere e ostruzione dei lavori del Congresso. Credo sia il peggior presidente di tutti i tempi. Ma ho letto, con sorpresa, che all’indomani dell’approvazione, il vecchio Donald è salito nei sondaggi. Mi viene in mente Salvini, che più lo accusano delle peggiori nefandezze più cresce nei consensi. Com’è possibile? Ci sono forse due Americhe (come ci sono due Italie)? Eugenio Filipponi

E’ proprio così, Gentile Lettore, caro Eugenio: ci sono due Americhe; c’erano già ad Usa 2016, una maggioritaria a livello di voto popolare, ma minoritaria a livello di Grandi Elettori, che sono quelli che contano, che non può vedere Donald Trump, che lo considera un’aberrazione della democrazia e un pericolo per la sicurezza dell’America e del Mondo; e una che approva qualunque cosa faccia e crede a qualunque cosa dica, che s’identifica in quel miliardario che non s’è fatto da sé e che lo vota perché non è uno della casta e dice ‘pane al pane e vino al vino’. Il fossato fra le due Americhe s’è ulteriormente allargato da quando Trump è alla Casa Bianca: il ‘polarizzatore in capo’ mente e nega l’evidenza, ma ‘i suoi’ l’adorano.

La vicenda dell’impeachment gli ha poi consentito di vestire i panni del ‘perseguitato politico’, aumentando i consensi (che restano comunque relativamente bassi, sotto il 50%), anche perché l’accusa appare – ed è – motivata più politicamente che giuridicamente. E c’è la percezione, anche nell’America che gli è ostile, che i democratici cerchino di farlo fuori con l’impeachment, temendo, o sapendo, di non avere il candidato giusto per batterlo il 4 novembre nel voto di Usa 2020.

Il parallelo con quanto avviene in Italia è sostanzialmente corretto; e non è molto diverso quanto appena accaduto in Gran Bretagna, con la vittoria elettorale di Boris Johnson. E quanto è accaduto in Brasile è ancora più aberrante, con l’ascesa alla presidenza di un personaggio omofobo e incline alla violenza come Jair Messias Bolsonaro.

Ci sono due Americhe?, due Italie?, due Europe?, due Mondi?, due Chiese? E forse abbiamo tutti perso la bussola, tra il Sud della paura  e il Nord della solidarietà, l’Est dell’egoismo e l’Ovest, che è sempre più lontano, della tolleranza. Buone Feste, anche a Trump. E che sia il suo ultimo Natale alla Casa Bianca.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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