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Usa: impeachment, Pelosi Schiff Nadler, accuse a Trump

Scritto per Il Fatto Quotidiano dell'11/12/2019

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Donald Trump s’è reso colpevole di abuso di potere e di ostruzione alla giustizia: queste le accuse ieri formalizzate dalla Commissione Giustizia della Camera, sulla scorta dell’indagine per l’impeachment condotta dalla Commissione Intelligence. Nancy Pelosi, speaker della Camera, leader democratica, dice che il magnate presidente “è una minaccia per la nostra democrazia”. I presidenti delle Commissioni, Adam Schiff e Jerry Nadler, parlano di “prove schiaccianti”.

Per Trump, invece, le accuse sono “ridicole”: è “una caccia alle streghe … una pura follia politica”, twitta e dice. La Casa Bianca gli tiene ovviamente bordone: “Nessuna prova … è tutto un tentativo di rovesciare il presidente”, che al Senato, dove i repubblicani sono maggioranza, potrà affrontare ma anche “un giusto processo”.

L’opinione pubblica appare confusa, incerta, polarizzata come i partiti politici, ma poco partecipe. “Un momento surreale”, è il commento di Michelle Obama: “Ne usciremo, abbiamo superato momenti peggiori”.

Entro la fine della settimana, la Commissione Giustizia voterà sulla formulazione dei capi d’accusa. La Camera, poi, deciderà in plenaria, quasi certamente la prossima settimana, sul rinvio a giudizio del magnate presidente, che, a gennaio, sarà processato dal Senato: ci vogliono i due terzi dei voti per pronunciare l’impeachment, cioè la deposizione del presidente. Trump, al momento, rischia poco; e il flop potrebbe diventare un boomerang per i democratici in campagna elettorale.

In conferenza stampa, alle 9 del mattino, lo stato maggiore dei democratici alla Camera, la Pelosi ed i presidenti delle due Commissioni Schiff e Nadler, ha presentato le conclusioni dell’inchiesta: Trump ha violato il giuramento di fedeltà alla Costituzione mettendo i suoi interessi politici sopra l’interesse nazionale e ha cercato di ostacolare l’indagine contro di lui.

Nella riunione di sintesi della Commissione Giustizia, lunedì, molto contrastata, un deputato dem aveva detto che il comportamento di Trump nei confronti dell’Ucraina costituiva “un chiaro e permanente pericolo”, mentre i deputati repubblicani avevano sostenuto che “l’impeachment è un procedimento mal posto, politicamente motivato e infondato”.

Nadler ha un po’ precipitato i tempi dei lavori, respingendo la richiesta dei repubblicani di ascoltare altri testimoni, in particolare Schiff e la talpa, cioè l’agente dell’Fbi che mise in moto l’inchiesta sulla telefonata galeotta del 25 luglio tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante la quale Trump chiese l’apertura a Kiev di un’indagine contro Joe Biden e suo figlio Hunter, subordinando ad essa lo sblocco di aiuti militari per 391 milioni di dollari già decisi dal Congresso.

La Commissione Giustizia ha pure evitato di mischiare il Kievgate con il Russiagate, lasciando fuori dalla procedura d’impeachment l’inchiesta condotta dal procuratore speciale Robert Mueller.

Sempre lunedì, il presidente aveva subito uno smacco, quando un rapporto a lungo atteso del Dipartimento della Giustizia aveva concluso che l’Fbi aveva buoni motivi per indagare sui contatti tra la Russia e la campagna del magnate nel 2016, anche se durante le indagini sono poi stati fatti grossi errori. L’ispettore capo del Dipartimento, Michael Horowitz, ha sì stigmatizzato metodi e scelte degli agenti federali, ma ha nel contempo smontato il mantra di Trump che il Russiagate fosse un’inchiesta “politicamente motivata”.

L’Amministrazione Trump sperava che il rapporto di Horowitz mettesse in luce l’esistenza di un complotto democratico. Il segretario alla Giustizia William Barr ha preso le distanze dalle conclusioni dell’ispettore capo, sostenendo che tutto il Russiagate era bassato “sul più sottile dei sospetti”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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