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Usa - impeachment - audizioni
November 7, 2019, Washington, District of Columbia, USA: Jennifer Williams, a national security aide to Vice President Mike Pence, arrives at the U.S. Capitol for closed-door testimony before House committees on Capitol Hill in Washington D.C., U.S., on Thursday, November 7, 2019. Credit: Stefani Reynolds / CNP (Credit Image: © Stefani Reynolds/CNP via ZUMA Wire)

La settimana delle prime audizioni pubbliche di fronte alla Commissione Intelligence della Camera, nell’indagine sull’impeachment di Donald Trump, si apre in un clima di litigiosità tra democratici e repubblicani, con il presidente che getta benzina sul fuoco. E c’è uno spartiacque anche tra i social: Google e Facebook si rifiutano di rivelare l’identità della talpa che con la sua denuncia ha avviato l’Ukrainegate, Twitter non la tutela. I primi testi compariranno domani; oggi saranno forse diffusi documenti finora inediti.

“Se i democratici si rifiutano di chiamare a testimoniare alla Camera la talpa, l’indagine arriva morta al Senato”, avverte il senatore Lindsey Graham: “E’ impossibile che il caso vada avanti se non sappiamo chi è la talpa e se non possiamo contro-interrogarla”.

Ma il capo della Commissione Intelligence della Camera Adam Schiff ha già detto che l’audizione della talpa è superflua. E Trump reagisce così su Twitter: “Il politico corrotto Adam Schiff vuole che persone della Casa Bianca testimonino nella vergognosa caccia alle streghe sua e della Pelosi, ma non consente la presenza alle audizioni di un avvocato della Casa Bianca né ammetterà alcuno dei testimoni da noi richiesti”.

Il presidente detta ai repubblicani via Twitter la linea da tenere: “La mia telefonata al presidente ucraino (Volodymyr Zelensky il 25 luglio, ndr) era perfetta … Non è stato detto nulla che fosse sbagliato in alcun modo. Repubblicani, non cadete nella trappola di dire che non era perfetta, ma non da impeachment … Non è stato fatto nulla di sbagliato!”.

Non tutti gli danno retta. Will Hurd, deputato del Texas, ex agente della Cia, proprio come la talpa, è contrario alle audizioni dei ‘whistleblower’, cioè gli informatori che denunciano le irregolarità dove lavorano: “Penso che dobbiamo proteggerli”.

S’aggrava, intanto, la posizione di Rudy Giuliani, l’avvocato di Trump. Uno dei suoi sodali arrestati un mese fa lo denuncia: “Mi mandò a Kiev per dare un monito al presidente, niente aiuti e nessuno alla cerimonia d’insediamento senza l’indagine sui Biden”. Ma l’altro lo smentisce; e Giuliani nega.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+