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Partenza in sordina, nei sondaggi, per il miliardario Michael Bloomberg, ultimo arrivato (e non ancora ufficialmente) nel folto lotto degli aspiranti alla nomination democratica: Morning Consult calcola Bloomberg al 4% delle preferenze a livello nazionale, ben dietro i ‘grandi vecchi’ che attualmente menano la danza, Joe Biden (31%), Elizabeth Warren (20%) e Bernie Sanders (18%), e dietro anche Pete Buttigieg, il sindaco di South Bend nell’Indiana, e la senatrice Kamala Harris.

Se si votasse oggi, Bloomberg, secondo i sondaggi, batterebbe Donald Trump, ma lo farebbero pure Biden, la Warren e Sanders. Un elettore democratico su quattro non vede di buon occhio l’ex sindaco di New York e solo meno di un terzo ne ha un’opinione positiva.

Impeachment: lite sulla talpa, sui testi, sui giurati
“Se i democratici si rifiutano di chiamare a testimoniare alla Camera la talpa, l’indagine sull’impeachment arriva morta al Senato”: il presidente della Commissione Giustizia del Senato Lindsey Graham, uno dei più fedeli alleati del presidente Trump, lancia un avvertimento. “E’ impossibile che il caso avanzi correttamente se non sappiamo chi è la talpa e se non abbiamo l’occasione di contro-interrogarlo”, dichiara alla Fox.

Ma il capo della Commissione Intelligence della Camera Adam Schiff ha già detto che l’audizione della talpa è superflua. E Trump reagisce così su Twitter: “Il politico corrotto Adam Schiff vuole che persone della Casa Bianca testimonino nella vergognosa caccia alle streghe sua e della Pelosi, ma non consente la presenza di un avvocato della Casa Bianca né ammetterà alcuno dei testimoni da noi richiesti. Questa è la prima volta in un giusto processo e nella storia del Congresso!”.

Il presidente continua a dettare ai repubblicani via Twitter la linea da tenere nell’indagine sull’impeachment: “La mia telefonata al presidente ucraino (Volodymyr Zelensky, ndr) era perfetta. Leggete la trascrizione. Non è stato detto nulla che fosse sbagliato in alcun modo. Repubblicani, non cadete nella stupida trappola di dire che non era perfetta, ma non da impeachment. No, è molto più forte di ciò. Non è stato fatto nulla di sbagliato!”.

Per rafforzare la loro presenza nella Commissione in vista delle audizioni pubbliche, i repubblicani stanno cercando di modificare la loro squadra nella Commissione Intelligence: Kevin McCarthy, capogruppo dei repubblicani alla Camera, vuole inserirvi Jim Jordan, uno degli alleati di Trump più vocali.

L’articolo Usa 2020: – 358, Bloomberg in sordina; impeachment, lite su testi proviene da GP News Usa 2020 – a cura di Giampiero Gramaglia.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+