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Usa 2020: un anno all’Election Day, dem candidato cercasi

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A un anno esatto dall’Election Day di Usa 2020, i democratici hanno un sacco di candidati, ma non hanno un candidato su cui puntare con convinzione; e si cerca fuori dal lotto un cavaliere bianco. Invece, Donald Trump attende il suo rivale a pie’ fermo: ha raccolto più fondi di tutti i democratici messi insieme; non teme l’impeachment, perché la tenuta dei repubblicani alla Camera fa credere che il Senato boccerà la destituzione del presidente; ed è sicuro del fatto suo, almeno fin quando l’economia va forte.

I democratici perdono, man mano, com’era scontato, i petali della loro rosa, che a un certo punto erano 24. In testa alla corsa restano i grandi vecchi: in ordine alfabetico, Joe Biden, Berney Sanders, Elizabeth Warren; e l’improbabilissimo, come candidato, Pete Buttigieg, gay e arcobaleno, sindaco di South Bend, nell’Indiana, un cocco dei media liberal.

I ‘se son rose fioriranno’ di questa campagna, i senatori Kamara Harris (California) e Cory Booker (New Jersey), stanno appassendo senza essere sbocciati; e qualche presunto astro nascente s’è già fatto da parte. Come Beto O’Rourke: l’ex deputato del Texas, fallita un anno fa la corsa a senatore, ha smarrito carisma e convinzione e non è mai andato in doppia cifra i nessun sondaggio. S’è pure incartato sul tweet d’addio: “La nostra campagna è sempre stata su vedere chiaramente, parlare onestamente e agire con decisione … Annuncio che servirò il mio Paese non come candidato o come nominato”. Trump l’ha ridicolizzato “Non penso fosse nato per questo” ha twittato a sua volta, citando un’infelice battuta di Beto quand’era fiducioso: “Penso di essere nato” per fare il presidente, salvo poi ammettere che dirlo non era stata una grande idea.

Più che sui sondaggi nazionali, l’attenzione si concentra ora su quelli nello Iowa, che il 3 febbraio aprirà la giostra delle primarie con le sue tradizionali assemblee (i caucuses): lì, la Warren, senatrice del Massachusetts, egeria di Occupy Wall Street,è in testa con il 22% delle intenzioni di voto, secondo un sondaggio del New York Times e del Sienna College. Sanders, senatore del Vermont, è al 19%, il sorprendente Buttigieg al 18% – qui gioca quasi in casa, perché l’Indiana è confinante -. Solo quarto Biden: l’ex vice di Barack Obama per otto anni alla Casa Bianca, chiamato in causa dall’Ukrainagate, resta battistrada a livello nazionale, ma nello Iowa non va oltre il 17%.

Le posizioni sono molto ravvicinate: in tre mesi molte cose possono ancora cambiare. Ma nessuno dei grandi vecchi convince in chiave Usa 2020: troppo di sinistra la Warren e Sanders, troppo ‘establishment’ Biden. E nessuno dei ‘nani’ cresce davvero: la Harris ha avuto una fiammata, ma poi è stata ridimensionata da Tulsi Gabbard, deputata delle Hawaii, a sua volta frenata dalle accuse d’essere la candidata di Putin, quella per cui si starebbero muovendo i troll russi. Booker è preparato, ma noioso; Julian De Castro è inconsistente; gli altri, non ci crede nessuno, neppure loro.

E così i democratici, a un anno dal voto, vivono un ‘Maalox moment’, l’ora dei mal di pancia: l’impeachment è difficile da condurre in porto e può rivelarsi un boomerang, con un presidente assolto e ringalluzzito e loro con incollata addosso l’immagine di quelli che hanno provato a farlo fuori per via giudiziaria temendo di non riuscirci al voto perché non convinti dei loro candidati.

Eppure, i sondaggi dicono che, se l’Election Day fosse oggi, Biden, Sanders e Warren batterebbero Trump – lo dicevano anche di Hillary, la vigilia del voto nel 2016 -. Ma nei salotti della sinistra va forte la caccia al ‘cavaliere bianco’, il candidato che scendendo in campo last minute conquisti una nomination forte e carismatica. In questo gioco, Hillary Clinton e Michael Bloomberg sono in pole position: entrambi, in privato, non escludono una loro candidatura se le cose si dovessero mettere male. C’è chi continua a evocare (e invocare) Michelle Obama, che resta la donna più popolare d’America. E chi si contenta di altre due figure vicine a Barack Obama: l’ex segretario di Stato John Kerry e l’ex ministro della Giustizia Eric Holder. Se i ‘cavalieri bianchi’ fossero loro, Trump potrebbe già preparare in discorso dell’inaugurazione da fare il 21 gennaio 2021.

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L’articolo Usa 2020: un anno all’Election Day, dem candidato cercasi proviene da GP News Usa 2020 – a cura di Giampiero Gramaglia.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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