CONDIVIDI
Usa 2020 - Biden - chiesa - comunione
July 7, 2019 - Charleston, SC, United States - Democratic presidential hopeful former Vice President Joe Biden takes a selfie with supporters following the Sunday service at the Morris Brown AME Church July 7, 2019 in Charleston, South Carolina. South Carolina, called the First in the South, is the first southern democratic primary in the presidential nomination race. (Credit Image: © Richard Ellis/ZUMA Wire)

La chiesa è la Saint Anthony Catholic Church di Florence, una cittadina della South Carolina, meno di 40 mila abitanti: linee architettoniche moderne, una scuola annessa, un grande parcheggio davanti – negli Stati Uniti, l’influenza delle chiese si misura da quanti sono i posti auto -. Lì, domenica, un sacerdote paffuto e sorridente, padre Robert. E. Morey, occhiali e riporto, ha impedito a Joe Biden di fare la comunione. L’attuale battistrada per la nomination democratica per Usa 2020 è stato così ‘punito’ per la sua posizione sull’aborto.

Nel 2016, era successo a Donald Trump di essere contestato, in una chiesa di Flint, nel Michigan, da una donna pastore metodista nera, Green Timmons: progressista quella, tradizionalista padre Robert. E disavventure simili a quella avvenuta a Biden toccarono nel 2004 a John Kerry, candidato alla presidenza, e nel 2016 a Tim Kaine, candidato alla vice-presidenza.

Come e perché Biden sia capitato in quella chiesa di quella cittadina, il cui unico vanto è di essere all’intersezione tra Interstate 95 e Interstate 20, solo i percorsi tortuosi di una campagna elettorale possono spiegarlo. Fatto sta che l’ex vice-presidente di Barack Obama, da sempre cattolico, s’era fermato lì per prendere la messa, ma il reverendo s’è rifiutato di somministrargli l’eucarestia perché Biden, in passato anti-abortista, ha di recente cambiato posizione ed è in particolare contrario all’Hyde Amendment, che nega all’interruzione di gravidanza fondi federali.

“Purtroppo – ha detto padre Robert in una dichiarazione ripresa dai media Usa – ho dovuto rifiutare la santa comunione all’ex vice presidente. Qualsiasi personaggio pubblico pro aborto si colloca fuori dall’insegnamento della Chiesa”. Una bocciatura che Biden non s’aspettava e che non pare cercasse.

Nel 2016, la contestazione pubblica di Green Timmons portò bene a Trump: nella città della strage nel liceo di Columbine e di Michael Moore, l’allora candidato repubblicano alla Casa Bianca concionava in chiesa contro Obama e Hillary: “Ci parli dei nostri problemi”, cioè l’emergenza dell’acqua al piombo, “non dei fatti suoi”, lo interruppe la Timmons, che già aveva mostrato insofferenza per la presenza del magnate nella sua chiesa.

Trump aveva abbozzato un sorriso imbarazzato e aveva cambiato discorso; ma era stato contestato da un gruppo di fedeli neri, al punto che il pastore aveva dovuto difenderlo (“E’ un ospite e merita rispetto”).

L’episodio di Florence è indicativo del peso che, nella campagna elettorale per Usa 2020, potrà avere l’elettorato cristiano più retrivo, tendenzialmente bianco e conservatore, in maggioranza evangelico, ma anche cattolico. L’incidente offusca ulteriormente l’immagine di Biden, che non vive un momento di fulgore. L’Ukrainagate non giova a Trump, ma neppure a lui, che è coinvolto, insieme al figlio Hunter: vittima delle mene del presidente, ma anche sospetto di inciuci.

Nei sondaggi nazionali Biden resta sovente battistrada, ma è meno ben piazzato nello Iowa, lo Stato che aprirà la stagione delle primarie democratiche il 3 febbraio 2020, fra meno di cento giorni.

Secondo la Bloomberg, la campagna di Biden non è stata finora efficace nello Iowa e il trend dell’ex numero due di Barack Obama è calante. Un sondaggio Usa Today e Suffolk University attribuisce a Biden il 18% dei suffragi nello Iowa, con la senatrice Elizabeth Warren al 17% e l’ex sindaco di South Bend nell’Indiana Pete Buttigieg in crescita al 13%. Ci voleva la benedizione, non l’anatema, di padre Robert.

The following two tabs change content below.
Avatar
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+