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Usa: impeachment, l’indagine ora spaventa Trump

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 27/10/2019

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Non era mai successo con il Russiagate. Invece, adesso, con l’istruttoria sull’impeachment, anche Donald Trump comincia a sentire puzza di bruciato: l’inchiesta lanciata dai democratici si sta rivelando una minaccia reale per la sua presidenza e gli strumenti in possesso della Casa Bianca e dei repubblicani per fermarla sono limitati. Avranno la possibilità di respingere l’attacco finale, qualora si dovesse arrivare al voto in Senato, a meno che l’indagine non faccia emergere comportamenti indifendibili del magnate presidente. E già siamo a buon punto.

Venerdì, i democratici hanno segnato due altri punti, sul fronte giudiziario. Un giudice federale ha infatti stabilito che il Dipartimento della Giustizia deve consegnare alla Camera entro il 30 ottobre la versione integrale del rapporto sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller, senza omissis – i deputati potranno così capire per davvero se Trump ha o meno intralciato l’inchiesta -. E un altro giudice ha ritenuto legittima la procedura d’impeachment, anche senza un voto formale della Camera per aprirla.

Elementi di irritazione in più per lo showman, che non riesce a impedire ai suoi collaboratori, specie a quelli che non sono più in servizio, di presentarsi a deporre di fronte alla Commissioni Giustizia e Intelligence della Camera. Nel week-end toccava a Philip Reeker, assistente del segretario di Stato per gli affari europei, un estimatore di Marie Yovanovitch, l’ambasciatrice in Ucraina richiamata, oltre che a Charles Kupperman e Timothy Morrison. E, da lunedì, saranno sentiti Russ Vought, direttore ad interim per il bilancio, Michael Duffey, funzionario del bilancio, e T. Ulrich Brechbuhl, legale del Dipartimento di Stato. Molti di questi s’erano inizialmente rifiutati di deporre, ma è stato loro ingiunto di farlo.

Nervoso, Trump attacca la speaker della Camera Nancy Pelosi: “L’inchiesta sull’Ucraina è corrotta e falsa”, cinguetta Trump, senza difendersi nel merito. E se la prende con il ‘Fake Washington Post’, twittando a raffica: “Non ho fatto nulla di sbagliato … La caccia alle streghe continua … Dov’è la talpa?”.

A cento giorni dall’inizio delle primarie con i caucuses nello Iowa, la corsa a Usa 2020 è sempre più ritmata dall’indagine sull’impeachment.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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