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Germania - Halle - antisemitismo
October 9, 2019, Berlin, Germany: Gesa Ederberg (l-r), Rabbi of the New Synagogue Berlin, Federal Chancellor Angela Merkel (CDU), and Avitall Gerstetter, Jewish cantor, take part in a solidarity demonstration at the New Synagogue Berlin on the occasion of the attack in Halle (Saale). (Credit Image: © Christoph Soeder/DPA via ZUMA Press)

Un neo-nazista di 27 anni attacca la sinagoga di Halle, in Germania, e un fast-food etnico, uccide due persone, ne ferisce altre due e filma l’azione per 35 minuti con una camera fissata sulla testa. Proprio come Brenton Tarrant, a marzo, a Christchurch, in Nuova Zelanda. Ma, fortunatamente, questa volta il bilancio è meno tragico.

Nel video, postato su un sito di videogame, si sente l’attentatore che prima di aprire il fuoco urla: “La radice di tutti i problemi sono gli ebrei”. Atti, scene, parole che dimostrano come il demone dell’antisemitismo è ancora radicato e letalmente pericoloso nel cuore dell’Europa; e colpisce in ricorrenze come quella dello Yom Kippur.

Il neo-nazista assassino è Stephan Balliet: è in stato di fermo. Secondo gli inquirenti, avrebbe agito da solo, sarebbe l’ennesimo ‘lupo solitario’ di questa stagione terroristica fatta di episodi sporadici, senza un filo conduttore. All’inizio, la polizia aveva pensato che l’azione fosse stata condotta da più persone: le testimonianze erano confuse, frammentarie, concitate. S’era anche parlato di una bomba, poi smentita, al cimitero ebraico.

Balliet, vestito da militare, ha colpito in un raggio di 500 metri: una vittima, una donna, è stata colpita a una trentina di metri dalla sinagoga, l’altra dentro il fast-food. Nessuno dei due sarebbero ebrei, secondo quanto riferito da un rabbino.

L’attacco di Halle “non è stato rivendicato da alcun gruppo”, ma – nota Rita Katz, direttrice di Site, un sito che monitora l’estremismo sul web – “le comunità online di estrema destra l’hanno già fatto proprio e proclamano lo sparatore ‘santo'”, lo steso epiteto attribuito a Tarrant, l’estremista che fece un massacro nelle moschee di Christchurch.

Halle è nel profondo Est della Germania riunita, ma non ancora riunificata: nella ex Ddr, trent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino, ci si sente delusi e si è più inclini all’estremismo di destra, dopo essere stati per oltre un ventennio sostenitori della Linke, il partito di sinistra. Qui, AdF, Alternativa per la Germania, il partito neo-nazista, prende più di un quinto dei voti, tre volte di più di quanti ne prende all’Ovest.

Le cronache degli ultimi mesi sono zeppe di inchieste, indagini e processi su gruppi come la Nsu, Freital o la ‘Rivoluzione Chemnitz’ – Chemnitz, la città che sotto il regime comunista si chiamava KarlMarxStadt.

Reazioni di sdegno e condanna da tutta la Germania, dall’Ue, dall’Onu. Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, ha osservato un minuto di silenzio. Il premier ad interim israeliano Benjamin Netanyahu ha denunciato “l’antisemitismo che alligna e cresce in Europa”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+