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Wto - dazi - Usa - Ue
GENEVA, April 2, 2019 Photo taken on April 2, 2019 shows the WTO logo on the main gate of the World Trade Organization (WTO) in Geneva, Switzerland. The World Trade Organization (WTO) on Tuesday lowered its forecast for global trade growth this year from 3.7 percent to 2.6 percent, due to economic uncertainties. . ''With trade tensions running high, no one should be surprised by this outlook,'' said WTO Director-General Roberto Azevedo at the release of the Trade and Statistics Outlook. (Credit Image: © Xinhua via ZUMA Wire)

Tra Usa e Ue, viene al pettine una contesa commerciale che si trascina da 15 anni. Quasi per assurdo, Donald Trump aspetta un avallo dalla Wto, l’Organizzazione per il commercio mondiale, una di quelle istituzioni multilaterali,verso cui ha più volte manifestato disprezzo e l’intenzione di uscirne, non potendole azzerare ‘motu proprio’.

Il Wto, che ha sede a Ginevra, deve definire l’entità delle compensazioni che gli Usa potranno chiedere all’Ue per gli aiuti all’Airbus giudicati illegali dallo stesso ente. Il verdetto del ‘Dispute Settlement Body’, riunito da ieri, è atteso entro oggi.

Da giorni circolano voci sulla cifra di sette miliardi di euro che gli Usa potrebbero fare pagare all’Ue sotto forma di dazi sull’import europeo, colpendo soprattutto l’agroalimentare. Se la cifra fosse confermata, sarebbe un record per queste dispute presso il Wto.

In Italia, c’è preoccupazione perché l’export agroalimentare verso gli Stati Uniti è molto
sostenuto: c’è chi chiede al governo di fare rispettare le specificità italiane, prestando poteri taumaturgici alla visita a Roma del segretario di Stato Mike Pompeo. Coldiretti parla di scure che s’abbatte sull’export italiano; il Consorzio Grana Padano annuncia 270 milioni di euro di danni l’anno. Previsioni e cifre che sono illazioni, non suffragate da dati certi.

Non contribuisce all’ottimismo S&P, che pronostica un 30-35% di possibilità di recessione nei prossimi 12 mesi: una previsione legata alle tensioni per i dazi tra Usa e Cina e che una guerra dei dazi con l’Ue non migliorerebbe di sicuro. Un colpo di freno dell’economia condizionerebbe pesantemente le chances di rielezione del presidente Trump.

La controversia risale al 2004, quando la Boeing ricorse contro l’Ue per i sussidi pubblici
dati all’Airbus. A maggio, Trump annunciò dazi per oltre 20 miliardi di dollari su aerei e parti di aerei prodotte in Europa – misure destinate a colpire soprattutto Germania, Francia e Regno Unito -, ma anche su una lunga serie di prodotti industriali e agricoli, tra cui vini e formaggi italiani.

La richiesta formale degli Usa al Wto è stata di compensazioni per 11 miliardi di dollari. E la sentenza potrebbe essere di 7 miliardi di euro. L’Amministrazione Trump ha già pronta la lista dei prodotti da colpire e i nuovi dazi potrebbero scattare già nel mese di ottobre. Ma la questione non si chiuderebbe qui: il Wto, infatti, ha già dato ragione all’Ue sugli aiuti degli Usa alla Boeing. La quantificazione dei danni non arriverà, però, prima di primavera.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+