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chef - prostituta - NY

Si presenta come “la pollastrella più sexy sulla strada”, “the hottest street chic”, e si vanta, non senza sarcasmo, d’avere studiato alla ‘Università della Vita’ e d’avere frequentato la ‘Scuola dei pugni pesanti’. Angelina Barini, 41 anni, è una prostituta di New York, arrestata per reati connessi alla morte dello chef italiano Andrea Zamperoni, che lavorava per Cipriani Dolci, e di altri due uomini, la cui identità non è stata rivelata.

La Barini, che talora si presentava come Berlin, è ora rinchiusa nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. La foto del suo profilo Facebook è da copertina di rivista per soli uomini. Il motto è una frase difficilmente traducibile, un inno al denaro: “$$$ money talks bullsh*t walks $$$”, “solo il denaro conta, il resto sono cazzate”. La sua pagina è molto povera d’informazioni personali e non risulta essere stata aggiornata da marzo.

Il giudice federale che segue l’indagine ha disposto che la Barini resti in carcere senza la possibilità di rilascio su cauzione. La donna non è accusata di omicidio, ma di cospirazione per distribuzione e possesso per spaccio di una o più sostanze contenenti fentanyl, un potente analgesico oppioide sintetico.

La prostituta, la cui nazionalità d’origine non è stata ancora accertata, ma che ‘batte’ nel Queens, uno dei cinque boroughs di New York, è comparsa in tribunale vestita con tuta e scarpe da ginnastica e non s’è dichiarata né colpevole né innocente. L’avvocato assegnatole d’ufficio, Mildred Whalen, non commenta la posizione della sua assistita, che, secondo la stampa di New York, ha detto alla polizia d’essere una “lavoratrice sessuale” e ha ammesso d’avere dato a Zamperoni dell’ecstasy liquida dopo che lui l’aveva pagata per fare sesso.

Risulta che la Barini sia stata arrestata oltre 24 volte per possesso di oggetti rubati o di droghe. L’arresto più recente della prostituta risale al 19 dicembre quando fu fermata per taccheggio. Gli investigatori stanno cercando il suo protettore, che le avrebbe impedito di chiamare aiuto dopo che lo chef era svenuto ed aveva cominciato a sanguinare dalla bocca e dal naso senza riprendere conoscenza, e altre persone che occasionalmente derubavano i suoi clienti dopo che erano stati drogati.

Zamperoni venne trovato morto in un ostello del Queens, vittima di una overdose letale durante o dopo un incontro sessuale. La Barini ha raccontato che era stata pure discussa l’ipotesi di farne a pezzi il cadavere, rinvenuto il 21 agosto, tre giorni dopo il decesso avvolto in un lenzuolo e gettato dentro una pattumiera: la donna, completamente nuda, era ancora nella stanza, dove sono stati trovati anche un liquido rosa, tubicini di vetro, bottiglie di candeggina, una sega elettrica e una valigia vuota.

Zampironi, 33 anni, capo chef di Cipriani Dolci a New York, il ristorante del Grand Central Terminal, era ricercato dal 17 agosto: l’allarme era scattato perché il cuoco, originario di CasalPusterlengo, nel Lodigiano, non aveva telefonato, come faceva ogni settimana, a sua madre e non si era presentato al lavoro, dov’era sempre puntuale. Secondo i medici legali, che non hanno riscontrato sul corpo segni di violenza, il decesso risalirebbe al 18 agosto.

La Barini avrebbe fornito overdose letali pure ad altri due uomini, durante appuntamenti in hotel d’infima categoria a New York: cocktail di droga e/o narcotici, compreso il fentanyl. Nonostante due decessi in una settimana, la donna, il suo protettore e la sua gang continuavano a drogare clienti e a derubarli quando non potevano più reagire. La prima morte risale al 4 luglio all’hotel East Elmhurst’s Airway Inn al La Guardia, nel Queens; la seconda è dell’11 luglio, in un altro hotel, il Crown Inn Motel a Woodside, sempre nel Queens. In entrambi i casi la prostituta è stata filmata dalle telecamere di sicurezza mentre entrava e usciva dalle stanze dei decessi.

Zamperoni era al primo piano del Kamway Lodge, un ostello nel Queens a pochi isolati da casa sua, mal frequentato e conosciuto dalla polizia per giri di droga e di prostituzione. Dall’inizio dell’anno, il 911, l’omologo del 113 italiano, è stato chiamato ben 25 volte al Kamway Lodge, dove sono stati effettuati almeno due arresti.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+