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Tunisia - elezioni - Karoui
TUNIS, Aug. 14, 2019 Nabil Baffoun, President of the Independent High Authority for Elections (ISIE), speaks at a press conference in Tunis, Tunisia, on Aug. 14, 2019. The Independent High Authority for Elections announced on Wednesday that 26 candidates had been approved for the early presidential elections scheduled for Sept. 15. (Photo by Adele EzzineXinhua) (Credit Image: © Xinhua via ZUMA Wire)

A un mese dalla morte del presidente icona della Primavera tunisina, Beji Caid Essebsi, la Tunisia si appresta a compiere, con tutti i sussulti delle democrazie acerbe, un delicato slalom elettorale: prima le presidenziali del 15 settembre, poi le politiche del 6 ottobre. L’arresto di uno dei favoriti alla successione di Essebsi, Nabil Karoui, discusso imprenditore televisivo, in odore di corruzione, oltre che di conflitto d’interessi, potrebbe essere un incidente di percorso oppure rivelarsi un segnale d’affidabilità del sistema giudiziario.

Essebsi, primo presidente eletto della Tunisia post-rivoluzionaria, è deceduto a 92 anni il 25 luglio, festa della Repubblica. Il presidente del Parlamento, Mohammed Ennaceur, ne ha assunto l’interim e, poiché la Costituzione prevede che la reggenza provvisoria non superi 90 giorni, ha anticipato le presidenziali, previste il 17 novembre, al 15 settembre, ferme restando le politiche al 6 ottobre.

Giulia Cimini, un’analista che segue la Tunisia, colloca le prossime elezioni su questo sfondo: “C’è una grande disaffezione popolare nei confronti della politica dei partiti, come ha mostrato a maggio del 2018 l’elevato astensionismo alle prime elezioni municipali (l’affluenza è stata di poco superiore al 35%) e il voto massiccio per gli ‘indipendenti’, complessivamente più alto di quello ai partiti. E c’è una classe politica che si presenta estremamente atomizzata tra formazioni personali che, malgrado lo sviluppo sul territorio di un micro-notabilato, mancano di un vero ancoraggio sociale e sono legate a doppio filo alla celebrità dei fondatori, spesso avventurieri più che leader politici”.

E’ proprio il caso di Karoui, creatore di Nessma Tv, una delle principali emittenti private del Paese. Del suo arresto, ha dato notizia il suo stesso partito, Qalb Tounes, Al cuore della Tunisia: le auto della polizia hanno bloccato l’imprenditore leader, che viaggiava sull’autostrada Beja-Tunisi, all’altezza di Medjez Elbab, nel nord-ovest, e agenti armati lo hanno prelevato. “Un’azione fascista e non democratica”, è il commento del partito, che denuncia le pratiche di cui Karoui sarebbe vittima da quando i sondaggi lo danno in testa alle intenzioni di voto.

Karoui era stato accusato agli inizi di luglio di riciclaggio di denaro e di frode fiscale. Anche suo fratello Ghazi è stato colpito da un mandato di arresto, ma sarebbe in fuga, forse in Algeria. Dopo l’arresto Karoui è stato condotto al carcere di Mornaguia. Contro di lui e suo fratello, l’autorità giudiziaria ha pure disposto il divieto di espatrio e il sequestro dei beni. Il 23 luglio, Karoui era stato ascoltato dai magistrati inquirenti per otto ore

L’arresto di Karoui segue la decisione dell’Autorità indipendente per la comunicazione audiovisiva (Haica) di escludere perché “faziosi” tre media, tra cui Nessma tv, dalla copertura della campagna. Ma l’arresto non impedisce a Karoui di restare candidato: “Il suo nome resta sulla scheda”, ha detto Nabil Baffoun, presidente dell’Isie, l’organo governativo incaricato di supervisionare le elezioni.

Karoui era stato molto attivo durante la campagna che nel 2014 portò alla guida del Paese Essebsi. Dopo, s’è però allontanato dal partito al governo Nidaa Tounes e ha creato la sua formazione, di cui è il presidente.

L’indagine che coinvolge i fratelli Karoui è nata dalla denuncia lo scorso marzo dell’Ong I Watch, affiliata a Transparency International, specializzata nella lotta alla corruzione, contro il gruppo dell’imprenditore e politico, di cui Mediaset possederebbe ancora un quarto. Il contenzioso tra l’Ong e i Karoui va avanti da tempo: già nel 2016, I Watch intentò un’azione legale contro Nessma Tv per diffamazione e frode fiscale.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+