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Wanda Vázquez Garced - Porto Rico
September 6, 2018 - Puerto Rico, Puerto Rico - Febrero 04 2019 - San Juan PR -- El gobernador Ricardo Rossell— Nevares participa junto a la secretaria del Departamento de Justicia, Wanda V‡zquez Garced, de la inauguraci—n de las nuevas facilidades del Centro Metropolitano del Registro de la Propiedad. En la foto la secretaria de justicia Wanda Vazquez...Xavier Araujo / GFR Media.xavier.araujo@gfrmedia.com. (Credit Image: © Xavier Araujo/El Nuevo Dias via ZUMA Press)

#WandaRenuncia: è il nuovo hashtag della protesta portoricana. Wanda è Wanda Vázquez Garced, il ministro della Giustizia che il 2 agosto dovrebbe prendere il posto del governatore di Porto Rico dimissionario Riccardo Rossello, fattosi da parte il 24 luglio, cedendo alle pressioni della folla, che da settimane gli chiedeva di andarsene. L’idea di un passaggio di consegne, sia pure temporaneo, perché poi ci saranno le elezioni, tra Rossello e la Vázquez Garced non piace alla gente, che rilancia la protesta: il “diavolo”, come la chiamano, “è parte del problema, non è una soluzione”.

La Vázquez Garced è un personaggio molto impopolare, accusata di mala gestione di azioni legali nei confronti di componenti del partito suo (e di Rossello), il New Progressive Party, anche se lei ama raccontarsi con toni da difensore del popolo: ancora bambina, dice in un’intervista, decise d’essere dalla parte della giustizia e di diventare avvocato vedendo con il padre la serie televisiva Hawaii Five-O.

Sposata con un giudice di Caguas, Jorge Diaz Reverón, una figlia, la Vázquez Garced respinge come “false e diffamatorie” le accuse rivoltele. Ma la gente nelle strade di San Juan, la capitale dell’arcipelago, grande come la Corsica e con quasi quattro milioni di abitanti, non le dà credito e continua a protestare. L’isola principale è la più piccola delle Grandi Antille. Il suo statuto è incerto: è un territorio non incorporato degli Stati Uniti, ma i portoricani dal 1917 sono cittadini statunitensi, pur senza diritto di voto alle politiche e alle presidenziali. Con un referendum consultivo, nel 2012, oltre tre su cinque si sono detti favorevoli a divenire uno Stato dell’Unione, avviando un processo che potrebbe farne il 51° Stato federale. Ma ancora non ci siamo: Porto Rico è in un limbo, diventare una stella della bandiera degli Stati Uniti ha pro e contro.

A destabilizzare la situazione dell’arcipelago è stato il passaggio, nell’ottobre del 2017, dell’uragano Maria e, soprattutto, la pessima e corrotta gestione dell’emergenza e della ricostruzione. C’è voluto un anno per stabilire che le persone decedute a causa di Maria furono quasi 3000, esattamente 2.975, quasi 50 volte di più della stima iniziale – fra le vittime, il nonno della deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez, figura emergente del Partito democratico -.

Venti a oltre 240 kmh e piogge torrenziali avevano provocato 90 miliardi di danni e lasciato l’isola per 84 giorni senza elettricità, 64 giorni senz’acqua e 41 giorni senza copertura dei telefoni cellulari. L’Amministrazione federale intervenne con aiuti straordinari per 92 miliardi di dollari, in gran parte andati “sperperati o sprecati” – parola del presidente Donald Trump -.

Il governatore in pectore è ministro della Giustizia dal 2017, dopo avere lavorato negli Anni 80 al Dipartimento dell’Edilizia e poi per vent’anni al Dipartimento della Giustizia, specializzandosi in casi di abusi domestici e sessuali. Nel 2010, assunse la guida dell’Ufficio per i diritti delle donne. Ma ciò non basta a darle un’immagine di paladina delle donne: al New York Times Saadi Rosado, del Feminist Collective, un’organizzazione militante, dice che “le femministe sono critiche con lei, perché non affrontò i temi della violenza di genere e si comportò da burocrate al potere”.

I movimenti femminili sono particolarmente attivi contro l’Amministrazione Rossello: hanno anche organizzato sit-in fuori dall’ufficio del governatore, chiedendogli di dichiarare lo stato di emergenza per l’aumento della violenza di genere. Una richiesta su cui la Vázquez Garced non s’è mai spesa.

Nel 2017, Rossello la scelse come ministro della Giustizia. Se il 2 agosto diventerà governatore, sarà la seconda portoricana ad assumere tale incarico, dopo Sila María Calderón (2001/2005).

Ma non è detto che ci arrivi. Nelle strade i manifestanti scandiscono: “Wanda è come Rossello”, ricordando che la Vázquez Garced è l’unico ministro della Giustizia nella storia dell’isola a essere stato accusato – e poi scagionato – di reati penali. Wanda ha anche potenti nemici politici, il che complica il gioco della successione: i suoi rapporti con il Parlamento sono pesanti e i suoi contrasti con il presidente del Senato Thomas Riversa Schatz palesi; l’opposizione le rimprovera reticenze nell’inquisire membri del suo partito e la magistratura l’ha indagata per comportamenti non etici.

Per Porto Rico, alle prese con una crisi di bilancio pesante, il nuovo governatore è figura cruciale: dovrà riuscire ad avere un dialogo serio con Washington, recuperando la fiducia del Congresso; e dovrà rinegoziare il debito con gli investitori privati con cui negoziare il debito. Senza dimenticare il fronte interno: i portoricani, soprattutto i giovani, chiedono un rinnovamento delle istituzioni radicale, una maggiore trasparenza e soprattutto uno stop alla corruzione giudicata “dilagante”.

La Costituzione è dalla parte della Vázquez Garced: prevede che sia segretario di Stato assuma, se c’è una vacanza, l’incarico di governatore, ma il segretario di Stato Luis Gerardo Rivera Marin è già dimissionario. E il ministro della Giustizia lo segue in linea di successione.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+