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Merkel - tremori
27 June 2019, Berlin: Chancellor Angela Merkel (CDU) rejects a glass of water offered to her. Merkel participated in the presentation of the appointment and dismissal certificate as Federal Minister of Justice to Katarina Barley (SPD, ) and the new Federal Minister of Justice Christine Lambrecht (SPD) by Federal President Frank-Walter Steinmeier in Bellevue Castle. Barley moves to the European Parliament as a Member of Parliament. Only eight days after her sensational weakness attack, Chancellor Angela Merkel (CDU) had the same problems again. - Best possible quality (Credit Image: © Kay Nietfeld/DPA via ZUMA Press)

Questa volta, l’aereo di riserva c’è: così, Angela Merkel non rischia di ritrovarsi in panne sulla via d’un vertice, come le accadde lo scorso anno, quando arrivò a lavori iniziati al G20 di Buenos Aires perché un’avaria a bordo aveva indotto i suoi piloti a tornare indietro e aveva costretto la cancelliera a imbarcarsi su un aereo di linea.

Questa volta, però, il problema potrebbe essere più grave: potrebbe, infatti, servire una cancelliera di riserva; e l’Europa e la Germania potrebbero scoprirsi in panne, perché la leadership di Angela sarà riluttante e prudente, ma è una costante da 14 anni nel panorama europeo e internazionale, punto di riferimento moderato e affidabile.

Ieri mattina, la Merkel è stata di nuovo colta dal tremore che l’aveva scossa la settimana scorsa, durante gli onori militari per il presidente ucraino Wolodymyr Zelensky. Stavolta, la cancelliera stava assistendo alla cerimonia d’insediamento della nuova ministra della Giustizia tedesca Christine Lambrecht, nella sede del presidente della Repubblica, il castello di Bellevue.

Il presidente Frank-Walter Steinmeier stava facendo il suo discorso. La Merkel ha iniziato a tremare in tutto il corpo: qualcuno le ha offerto un bicchiere d’acqua, lei ha rifiutato. Poi, però, ha rispettato la sua agenda: poco dopo, al Bundestag, tutto appariva normale.

Ma le voci e i dubbi sulle sue condizioni fisiche sono subito ripartiti. Il portavoce Steffen Seibert è stato rassicurante: “La cancelliera sta bene”; quel tremore può essere spiegato da un mix di stress, disidratazione, caldo. Seibert confermava pure la partenza per Osaka, anzi una partenza doppia, perché, a disposizione della Merkel, all’aeroporto di Tegel, c’era un secondo velivolo della Luftwaffe, un Airbus A340, potenziale rimpiazzo del velivolo titolare in caso ve ne fosse bisogno. In Giappone, Angela avrà numerosi incontri bilaterali, anche con i presidenti Usa Donald Trump – il loro rapporto non è ottimo – e russo Vladimir Putin.

A G20 ultimato, la cancelliera, come gli altri leader europei presenti a Osaka, dovrà raggiungere domenica Bruxelles per il vertice dell’Ue sulle nomine ai vertici delle istituzioni comunitarie. E, qui, i discorsi s’intrecciano: le condizioni di salute della Merkel potrebbero condizionare le decisioni sulle nomine. Non è un mistero che il presidente francese Emmanuel Macron sta facendo pressing sulla cancelliera perché accetti di assumere la guida del Consiglio europeo, eventualmente ‘gemellata’ con quella della Commissione europea; e, finora, la Merkel s’è sempre schernita.

+Politicamente indebolita dagli ultimi risultati elettorali – le politiche del 2017, numerose votazioni regionali, le europee di maggio -, la Merkel è al suo ultimo mandato da cancelliera e ha già ceduto la guida del partito ad Annegret Kramp-Karrenbauer, che non ha (ancora?) la sua autorità e neppure il suo carisma.

Se lo stato di salute dovesse indurre (o costringere?) Angela a lasciare la guida della Germania, si può ipotizzare che la Kramp-Karrenbauer la rimpiazzi alla guida del governo. In tal caso, l’Unione e la stessa Germania dovrebberio, molto probabilmente, vivere una fase di transizione: l’europeismo dell’attuale presidente della Cdu è finora apparso più tiepido di quello della Merkel; e non è escluso che, per legittimare il proprio potere, la nuova leader voglia elezioni politiche anticipate.

Se se la sentirà, la Merkel potrebbe optare per l’Unione: il suo nome e il suo prestigio metterebbero tutti d’accordo i leader Ue (o, almeno, nessuno se la sentirebbe di sbarrarle la strada, mettendosi, pure, di traverso a Macron). Ma c’è anche la possibilità che la cancelliera debba lasciare tutto, Germania ed Europa. E, a questo punto, il vuoto sarebbe grosso e improvviso: Germania e Francia dovrebbero rimodellare il loro asse; e l’Europa, invece di rimettersi in moto dopo il voto di maggio e con nuovi leader, si ritroverebbe in folle per qualche tempo, mesi, magari un anno.

Ma a Berlino, e pure a Bruxelles, c’è chi fa spallucce: la Merkel c’è e ancora ci sarà; non sarà magari di ferro come Otto von Bismarck o Margaret Thatcher, ma non bastano due tremori a metterla fuori combattimento. Una speranza, più che una prognosi.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+