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usa - migranti - foto - angie valeria
View of the bodies of Salvadoran migrant Oscar Martinez Ramirez and his daughter, who drowned while trying to cross the Rio Grande in Matamoros, state of Coahuila on June 24, 2019. (Photo by STR / AFP)

Ci sono foto che fanno da spartiacque: nelle coscienze, se non nei comportamenti. In Europa, lo fu quella di Aylan, il bimbo curdo riverso annegato su una spiaggia turca, a Bodrum. In America, lo sarà forse quella di un padre e della sua bimba di due anni morti annegati nel Rio Grande, mentre cercavano di passare dal Messico negli Stati Uniti in un tratto di confine dove il grande fiume dell’epopea western da da muro: lui si chiamava Oscar Alberto Martinez, veniva da El Salvador; lei era Angie Valeria. La disgrazia sarebbe avvenuta domenica; i due corpi sono stati rinvenuti lunedì; presto saranno rimpatriati.

Il loro ‘sogno americano’ infranto indigna l’America, almeno quella che non vota Donald Trump e non gonfia il petto alle trombonate del magnate presidente. Che infatti continua a fare dei migranti il tema forte della sua campagna elettorale, anche mentre raggiunge Osaka in Giappone: al G20, lo aspettano gli altri Grandi di questo mondo e un gomitolo arruffato di problemi irrisolti, in gran parte da lui creati: la crisi sul nucleare con l’Iran, lo stallo dei negoziati con la Corea del Nord, i negoziati commerciali con la Cina e l’Ue, il dialogo strategico con la Russia. Intanto, Washington si prepara all’audizione in Congresso del grande inquisitore del Russiagate Robert Mueller.

L’opposizione democratica non lesina le parole: fra i candidati alla nomination 2020, che tra oggi e domani si affrontano nei loro primi dibattiti, Beto O’Rourke dice che “il presidente è responsabile” e Kamala Harris denuncia “una macchia nella nostra coscienza morale”. Ma la commozione è bipartisan: “Non voglio più vedere un’altra foto così”, dice con un groppo in gola Ron Johnson, senatore repubblicano, presidente della Commissione Giustizia. La foto shock viene esposta nell’aula del Senato dal leader della minoranza Chuck Schumer: “Trump guardi questa foto. Come fa a non capire che sono esseri umani che fuggono dalla fame e dalla violenza?”.

La cronaca delle ultime ore raccolta altre tragedie di migranti morti: storie quotidiane, che oggi acquistano rilievo speciale. In Texas, agenti di frontiera Usa hanno trovato quattro cadaveri non lontano dal Rio Grande: una giovane donna, due bambini e un neonato – forse, madre e figli -. Causa – probabile – del decesso: la disidratazione e l’esposizione al caldo eccessivo di giorno.

Vista la foto, sentite le notizie, il presidente reagisce con un tweet, a modo suo: “Molte più persone di prima stanno venendo negli Usa perché la nostra economia va così bene, come mai nella storia. Ma noi stiamo mettendo le cose a posto, compresa la costruzione del muro!”. Per la quale, però, mancano i soldi. Quindi, il presidente se la prende con i democratici: “Vogliono confini aperti e questo vuol dire crimine, droga, traffico di esseri umani … e vogliono tasse più alte. I repubblicani vogliono quello che è bene per l’America, ovvero l’esatto opposto”. E il magnate loda il Messico, con cui ha appena concluso un accordo per la gestione dei richiedenti asilo.

La Camera ha appena stanziato 4,5 miliardi di dollari in aiuti umanitari per la crisi dei migranti lungo il confine con il Messico. La legge deve però passare al Senato – e l’emozione per la foto potrebbe favorirne l’approvazione – e potrebbe poi infrangersi contro il veto del presidente.

Trump sta anche incontrando difficoltà a trovare le persone disponibili ad attuare le sue politiche. S’è già sbarazzato della responsabile della Homeland Security, Kirstjen Nielsen, che pure passava per essere una sua egeria, e deve ora fare i conti con le dimissioni del commissario pro tempore della Us Customs and Border Protection John Sanders, travolto dalle polemiche, che vanno avanti da mesi, sul trattamento dei bambini immigrati separati dai genitori e ospitati in campi al confine con il Messico e gestiti dal governo federale, vere e proprie prigioni.

Sanders lascerà il 5 luglio: non ha retto le critiche piovutegli addosso dopo che alcuni legali hanno visitato i campi e hanno descritto lo squallore in cui vivono i bambini, senza assistenza medica né cibo adeguati, con neonati che vengono accuditi da altri minori. Una situazione che, in passato, aveva mobilitato anche la first lady Melania, andata a visitare uno dei centri di raccolta dei minori e critica sulla separazione delle famiglie alla frontiera. Nell’ultimo anno, sono sei i bambini morti in detenzione lontani dai genitori.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+