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Austria - scandalo - Strache
May 22, 2019 - Wien, Vienna, Wien, Vienna, –sterreich, Austria - (L-R) Finance Minister and new vice-chancellor Hartwig Loeger, and new ministers Eckart Ratz (Interior Affairs), Walter Poeltner (Labour and Social), Johann Luif (Defence), Valerie Hackl (Infrastructure) and Juliane Bogner-Strauss (Women, Family, Youth and Sports) are pictured during the swearing-in of the government's new ministers in Vienna on May 22, 2019 after ministers from Austria's far-right Freedom Party (FPOe) stepped down from their posts in the so-called ''Ibiza-gate'' scandal. Austria's politician Heinz-Christian Strache stepped down as vice-chancellor and FPOe leader after recordings published by German media showed him offering government contracts in return for campaign help to a fake Russian backer in a villa on the resort island of Ibiza. - 20190522_PD3755 (Credit Image: © Hans Klaus Techt/APA Picturedesk via ZUMA Press)

Le dimissioni del vice-cancelliere Heinz-Christian Strache, a pochi giorni dalle elezioni europee, gettano l’Austria nel caos. Una vera e propria reazione a catena che ha costretto tutti i ministri dell’ultradestra di Fpö (Partito della Libertà) a rinunciare alle proprie cariche: si prospettano elezioni anticipate per il prossimo settembre.

La causa scatenante è stata la pubblicazione del video-scandalo sui giornali tedeschi Suddeutsche Zeitung e Der Spiegel che ritrae Strache e l’ormai ex capogruppo di Fpö Johann Gudenus a Ibiza in compagnia della sedicente nipote di un oligarca russo, in realtà un’adescatrice.  I due promettevano appalti da parte del governo austriaco in cambio dell’acquisizione di quote del quotidiano Kronen Zeitung, che li avrebbe favoriti in vista delle elezioni politiche del 2017. Strache lamenta che la trappola tesa ai danni suoi e dell’Fpö sia stata “un attacco politico mirato, una campagna di disinformazione di insuperabile meschinità”, alludendo al sospetto tempismo data l’imminenza delle elezioni europee.

Prima della crisi politica, il governo era guidato dalla coalizione tra i partiti Övp (Partito Popolare dell’Austria) di centro-destra e Fpö, di ultra-destra, sebbene nei risultati delle elezioni del 2017 l’Spö (Partito Socialdemocratico dell’Austria) figurasse come secondo partito. Ora l’opposizione socialdemocratica chiede anche le dimissioni del cancelliere – nonché leader di Övp – Sebastian Kurz e di tutto il governo, suggerendo l’insediamento di un governo tecnico fino alle elezioni anticipate. È evidente che lo scandalo ha profondamente minato la credibilità del Partito della Libertà non soltanto a livello nazionale. I sondaggi in vista del voto europeo pubblicati da Repubblica mostrano come l’Fpö sia sceso di 5 punti fino al 18%, registrando invece un’ascesa al 26% dell’opposizione socialdemocratica, mentre l’Övp guadagna 4 punti confermandosi primo partito del Paese con il 38%.

Nel futuro schieramento del Parlamento europeo l’Fpö appartiene al blocco Europa delle nazioni e delle libertà, insieme alla Lega di Matteo Salvini, al Rassemblement National di Marine Le Pen e al partito di estrema destra tedesco AfD. Come Salvini e Le Pen, anche il governo austriaco è amico di Vladimir Putin. In particolare, l’Fpö è arrivato a stringere un accordo di collaborazione con la Russia unita, partito del presidente della Federazione.

Uno scandalo del genere e un legame così forte con gli altri partiti del sovranismo europeo fanno riflettere sulla natura stessa di quest’ondata nazionalista. La decisione di vendere la propria patria ad un oligarca russo non sembra tutelare i tanto decantati interessi nazionali.

Partendo dal presupposto che i sovranismi non si sommano, nonostante si sia cercato di abbozzare un fronte comune, sarà interessante osservare se e in che modo questo triste episodio graverá sulle percentuali dell’ultradestra euroscettica.

Il Punto
Lucrezia Candelori, Rachele Carosi, Marianna Fangio, Tatiana Morellini, Giordano Ranucci

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+